PARIGI – Un deputato del gruppo parlamentare UMP, Christian Vanneste, è stato processato oggi dal tribunale di Lilla per “offese” contro gli omosessuali.
Vanneste era stato denunciato dall’associazione ‘SOS Homophobe’, dal sindacato nazionale delle imprese gay e dall’associazione ‘Act Up Paris’ per dichiarazioni “omofobe” che aveva fatto a due giornali regionali, e ora rischia sei mesi di prigione e 22.500 euro di multa.
Nelle due interviste Christian Vanneste aveva giustificato la sua presa di posizione contro la legge del 30 dicembre 2004, che metteva sullo stesso piano le discriminazioni omofobe e quelle razziste e sessiste.
Il deputato durante il processo si è fatto carico delle proprie dichiarazioni, nelle quali dipingeva l’omosessualità come “una minaccia per l’umanita”, ma ha dichiarato di non aver “mai parlato dell’inferiorità degli omosessuali. Ho solo parlato di una inferiorità morale e sociale del comportamente omosessuale in rapporto a quello eterosessuale”.
Vanneste, che si è difeso dall’accusa di omofobia, ha detto di non voler criminalizzare gli omosessuali, ma di “contestare il loro comportamento”. Secondo lui “l’omosessualità non è innata ma acquisita, quindi gli omosessuali possono essere rieducati”.
Le sue dichiarazioni sono contestate dai membri del suo stesso gruppo parlamentare: il consigliere regionale UMP per l’Ile-de-France, Jean-Luc Romero, che nel processo si è costituito parte civile, ha detto che “la maggior parte dei deputati dell’ UMP non condivide le sue affermazioni”.
