“Un giovane marocchino di 20 anni ha ottenuto lo status di rifugiato in Italia. Se F.H. fosse stato rimpatriato in Marocco avrebbe rischiato il carcere perché omosessuale. Lo status gli è stato conferito grazie alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1954 successivamente ratificata in Italia”. L’omosessualità, infatti, viene punita come reato in 80 Paesi nel mondo e in cinque di questi, addirittura, con la pena di morte.

A darne notizia sono le due associazioni che hanno seguito la vicenda, Arcigay Rome e Gay Center. La vicenda di F.H. – riferisce la nota – è stata presa in esame dagli uffici competenti del Ministero dell’Interno grazie ad una segnalazione del numero verde Gay Help Line 800.713.713 e al sostegno dell’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) interforze Polizia di Stato e Carabinieri.
“Si tratta – aggiungono – di un caso importante di contrasto alla discriminazione basata su orientamento sessuale e va dato merito all’Oscad interforze Polizia di Stato e Carabinieri, con il quale va avanti da tempo una collaborazione molto positiva, di aver saputo ben interpretare la vicenda che aveva già visto il giovane F.H. vittima di violenze e abusi. Ci auguriamo che ora possa vivere più serenamente grazie a questa vittoria significativa. È necessario – concludono Marrazzo e Stocco – che la comunità internazionale tenga alta l’attenzione su questo tema portando avanti la battaglia per la depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo”.
