
“Una delusione per chi li fa”, così il cardinale Giovanni Lajolo, presidente emerito del Governatorato del Vaticano, definisce i matrimoni gay in un’intervista esclusiva rilasciata a Il Fatto Quotidiano. Il quotidiano ha intervistato il prelato in occasione dell’uscita del suo libro in cui affronta temi da sempre “caldi” per la chiesta tra qui il divorzio, i matrimoni gay, il rapporto con gli omosessuali, l’otto per mille e lo scandalo della pedofilia tra i preti.
“Dio ha fatto l’uomo per la donna e la donna per l’uomo – dichiara Lajolo a proposito delle nozze tra persone dello stesso sesso -. Così essi sono una sola carne, cioè una sola vita. Non c’è un altro disegno di amore al di fuori di quello di Dio che sa come è fatto l’uomo. I matrimoni gay non possono non deludere chi li fa”.

Ma nel suo scritto, il cardinale parla di omosessualità e transgenderismo come di “tendenze disordinate ma non peccaminose”. Ecco come ha spiegato questa definizione a Francesco Antonio Grana che lo ha intervistato. “Se uno si trova con una tendenza nel proprio fisico, nel proprio spirito questa non è che l’ha posta lui. Il peccato c’è quando la volontà aderisce liberamente al male”. “Talvolta la volontà è fortemente inclinata – ha aggiunto Lajolo -. La tendenza in sé non è peccato”. E infine ha ribadito la teoria che vuole l’omosessualità come conseguenza di fatti che hanno segnato la vita di una persona. “Nel libro – ha concluso – dico anche che questa predisposizione fisica all’omosessualità in pochi casi è congenita, mentre nella maggior parte dei casi è acquisita da comportamenti o influssi che si sono avuti nell’età della preadolescenza o dell’adolescenza. E’ la mia opinione personale. Credo che anche non pochi esperti la pensino così”.
