ROMA – Il 68,7% dei cattolici italiani è favorevole ai Pacs, il 65,6% al divorzio e il 77,8% è contrario al divieto dell’eucarestia ai divorziati. A fotografare il rapporto tra gli italiani e la fede cattolica è l’Eurispes, che ha anche dichirato che sono aumentati i cattolici (87,8%), l’8% in più rispetto a quindici anni fa; e che è in aumento anche la religiosità tra i giovani. Ma, allo stesso tempo, solo un terzo dei credenti sembra essere anche ‘praticante’.
Sul tema del Pacs gli italiani sembrano esprimere, in linea generale, grande disponibilità verso una norma che estenda ai legami di convivenza parte delle garanzie e dei diritti rimasti, sino ad oggi, una prerogativa del vincolo matrimoniale.
Infatti, il 71,1% degli intervistati è favorevole all’introduzione dei Pacs a prescindere dall’essere o meno cattolico: dalla scomposizione del dato emerge che si dichiara favorevole anche il 68,7% dei cattolici interpellati e l’88,4% dei non cattolici. Sono contrari il 17,6% degli italiani (19,3% dei cattolici e 5,4% dei non cattolici).
“Ora speriamo che la classe politica italiana si svegli dal sonno della ragione: gli italiani, cattolici e non, sono a favore del Pacs”. Così Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, commenta i dati. “Lasciarsi guidare su questo tema dalle gerarchie vaticane non solo è illiberale e contrario alla nostra Costituzione, ma è un grave errore politico ed elettorale”.
“Fra la politica e la società italiana è sceso una sorta di ‘velo di Maya’, per usare la celebre espressione di Schopenhauer, che impedisce di cogliere i cambiamenti profondi del paese. Ci auguriamo che sondaggi come questo ridiano slancio ad una politica che, laicamente, si occupi dell´Italia com´è, non come il clero conservatore vorrebbe che fosse”.
