IVAN PER IL MANIFESTO GAY - Cassero Ivan Cattaneo - Gay.it Archivio

IVAN PER IL MANIFESTO GAY

Dopo 13 anni di assenza, nuovo CD per Ivan Cattaneo. Nei negozi da venerdì ‘Luna presente’: dodici serenate elettroniche tra cui due cover. E una canzone dedicata all’omosessualità.

ROMA – C’è anche una sorta di “manifesto gay’, dal titolo ‘Giochi proibiti’, nel nuovo album di Ivan Cattaneo, ‘Luna presente‘, con il quale il cantautore torna dopo 13 anni di assenza. Dodici brani scelti tra “almeno 400 canzoni scritte in questi anni”, spiega.
E in occasione dell’uscita dell’album, nei negozi a partire da venerdì per la Recording Arts/Ducale, Ivan torna a far parlare di sé: annuncia che a fine novembre si sposerà a Barcellona con il suo compagno e chiede a Adriano Celentano di invitarlo a RockPolitik per parlare di gay. «Celentano è molto sensibile su certe problematiche – dice – Ma sui gay non ha mai preso posizione. Stimo molto Celentano; è intelligente ed è un grande catalizzatore, capace di riunire energie. Ma si ricordi anche dei gay».

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Intanto l’autore di ‘Italian Graffiati‘ (il disco che negli anni ’80 generò il fenomeno del revival musicale, ora molto in uso) torna con ‘Luna presente‘ a proporre un ‘disco disco’: «Un lavoro di dodici serenate elettroniche – spiega – che ho voluto dedicare alla luna e ai suoi mari. Questo disco è praticamente un ‘concept album’, di una cosa che doveva essere forse già fatta da anni, magari anche all’estero. Ci sono duecentomila canzoni dedicate alla luna ma manca un disco dedicato interamente a lei».
Così Ivan il terribile sceglie di dedicare ogni traccia a uno dei mari lunari: «Mi affascinavano quei nomi, anche perchè si tratta di mari asciutti, inesistenti, metafisici e meditativi». Nell’album, che contiene 10 inediti più due canzoni del passato (‘Polisex 4’ del 1980 e ‘Crudele’, brano dei Datura degli anni Novanta) è inserito anche ‘Giochi proibiti’, un “manifesto gay” che invita a osare di più, a «incendiare il corpo coi giochi proibiti» e a tuffarsi nella vita. «Gioca con noi, gioca se vuoi ai giochi proibiti, e fai l’amore – recita il testo – Tocca il tuo corpo, non vedi che è spento? Incendialo dai». E’ una ballata elettronica new age, invece, ‘Ricordati di te’, in cui Cattaneo dà un consiglio: dobbiamo capire ciò che si è veramente, perchè tutti noi siamo entità profonde. La sua ricerca spirituale è il tema di ‘Io canto accanto’, una canzone su chi canta fuori dal coro, atteggiamento che permette di «vivere ogni situazione con più distacco e maggior equilibrio». Un ponte tra passato e presente è rappresentato da ‘Polisex 4’, cover di un suo vecchio successo in chiave minimalista, ‘Baby You Don’t Cry!’, un dolce reggae che ricorda le canzoni di Boy George. ‘Boys and Girls’, infine, è un pezzo rock sullo stile dei Duran Duran, descrivendo un rapporto di tipo animalesco fra due esseri umani.

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La partecipazione, due anni fa, al reality show ‘Music Farm‘, lo ha sicuramente rilanciato al grande pubblico, ma Ivan Cattaneo in questi anni non è certo rimasto con le mani in mano. «Lo disse anche Billie Holiday: quando un cantante torna non vuol dire che prima sia sparito – afferma – Avevo altre cose da fare, rassegne nelle chiese, mostre multimediali, scrivevo musica e infatti il disco attinge a un mio repertorio di 400 canzoni. ‘Luna presente’ è un disco da cantautore, ho lasciato i miei rumori artistici per fare un disco di canzoni nel vero senso del termine».
L’elettronica rimane l’asse portante della musica di Ivan Cattaneo: «Ho trovato un mecenate come Roy Tarrant che mi ha spinto verso questa direzione perchè si vedeva che venivo dall’elettronica e che volevo fare questo tentativo di unirla al commerciale. Non è un esperimento facile, ci sono riusciti in pochi: lo ha fatto Giorgio Moroder con ‘I feel love’, i Depeche Mode, Bjork e i Kraftwerk».
Sulla moda attuale del revival, Cattaneo ha le idee chiare: «E’ stato fagocitato dalla televisione, ai miei tempi era un’operazione di recupero culturale, ormai è massificato».
E ora, quali sono le sorprese imminenti per l’artista bergamasco: «Ho sempre fatto video, che non sono clip nel vero senso del termine, perchè sono grandi contenitori della mia arte. Così sarà lo spettacolo che porterò nei teatri. Inoltre mi piacerebbe prendere parte al programma di Adriano Celentano, ‘Rockpolitik’, che si occuperà di libertà, e mi piacerebbe essere lì per rappresentare gli omosessuali. In un momento dove la politica è sempre più confusa tra destra e sinistra, ho visto che le parti si delineano proprio quando si toccano temi di libertà di costume, come l’omosessualità».
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di Alessandro Federici