'LE PRIMARIE SONO FINTE' - simona senzavolto05 - Gay.it Archivio

‘LE PRIMARIE SONO FINTE’

Simona Panzino candidata ‘senza volto’ dei disobbedienti, spiega la sua posizione a Gay.it. “Anche Bertinotti dovrebbe ritirarsi”. E ai gay: “Pacs? Dobbiamo puntare più in alto”.

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ROMA – Potrebbero essere rivendicazioni di battaglie già sentite. Potrebbero esserlo se pensiamo alle nostre assuefazioni, alle nuove magie quotidiane per scansare l’imprevisto e conservare le sempre più rare certezze di un vivere tra esercitazioni antiterrorismo, precarietà di servizi e occupazione, lotta alla miseria e alla riuscita mensile di conservare ancora qualche nichelino bronzato di euro. I temi sociali toccati da Simona Panzino (https://senzavolto.org/), calabrese residente a Roma, precaria di professione seppur con una laurea in Lettere, sono temi che riguardano tutti mentre la politica, anche a sinistra, ascolta, annuisce e fila dritto verso altre mete meno rischiose. Simona, attivista di Action è stata candidata dai Disobbedienti, No Global e Action, il movimento di lotta per la casa.
Perché hai scelto, o meglio, perché avete scelto di correre alle Primarie?
In realtà abbiamo deciso di “attraversare” le Primarie perché, secondo noi, mancavano alla politica dei punti che per noi sono e restano importanti.
Quali sono?
Li dico in ordine sparso ma tutti hanno la medesima importanza. Una è l’amnistia per i reati sociali e l’indulto per i reati minori. Chiediamo poi la definitiva chiusura dei CPT (Centri di Permanente Temporanea ndr.); reddito di cittadinanza e quindi anche il ritiro di tutte le truppe sia dall’Iraq che da tutte le altre zone di guerra. Quella dell’Iraq è l’ultima guerra creata per necessità economiche a danno della popolazione e invece sarebbe più opportuno che l’Italia non partecipasse con le proprie truppe armate in questi luoghi e distribuisse questo denaro ai bisogni delle persone e creasse quindi il reddito di cittadinanza.
Gli altri punti?
La liberalizzazione delle droghe leggere, perché non è possibile la criminalizzazione di persone che vengono trovate con qualche pezzo di fumo in tasca. Noi, ripeto, “attraversiamo” le Primarie e non vi partecipiamo proprio perché questa esperienza ci ha fatto capire bene che le Primarie sono finte e per i partiti è un gioco.
Beh, forse è un po’ azzardato dire questo.
No, mi spiace, è proprio così. I partiti con questo gioco hanno escluso una larga fetta di elettorato che sono emigranti o la popolazione carcerata. Sui seggi, poi, hanno privilegiato le sedi di partito che non altri luoghi informali; poi il garante Rodotà, colui cioè che dovrebbe garantire l’equità di ciascuna operazione, in realtà sta difendendo operazioni poco note.
Un po’ forte quello che dici, Simona.
E allora ti faccio un esempio: io ho una rappresentante che dovrebbe stare in tutte le riunioni dell’Unione rispetto ai seggi e a quant’altro; Ebbene, non è mai stata convocata.
Cosa fa emergere il candidato senza volto?

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Simona Panzino che dà il nome al candidato senza volto col passamontagna arcobaleno, vuol fare emergere i mille volti di una società che soffre. Io stessa sono una precaria, occupante di casa, e comunque è una popolazione che non riesce ad emergere mai. I partiti poi giocano a rappresentare, senza alla fine esprimere nulla.
Politicamente a quali forze vi sentite più vicine?
Non ci sentiamo rappresentate da nessuno.
Nonostante Bertinotti…
Nonostante Bertinotti. Il problema è di contenuti e non di partiti; capire cioè quanto i politici sono disposti a investire loro stessi su questi temi. Noi, tutti, dovremmo fare delle scelte anche estreme. E approfitto proprio di un canale informativo omosessuale per dire una cosa ancora non detta.
Spiegala pure Simona.
Noi inviatiamo tutti, anche i cittadini, ad andare via dalle Primarie. Invito Fausto Bertinotti a uscire da questo gioco, da questa farsa, da una concertazione imbrogliona di partiti. Ora, se imbrogliano oggi, domani andando al governo faranno la stessa cosa. Guardate cosa sta succedendo nell’Udeur con tanti di Forza Italia che passano a Mastella. Ma di questo l’Unione non ne parla. Ultimamente si parla di legge elettorale, capito?, e nessuno sta chiudendo quella porta, la stanno aprendo a questi nuovi soggetti. Con che criterio andiamo a governare?
Prodi è un garante.
Prodi ci sta abituando, già adesso alle Primarie, ad accettare poi un governo moderato; ha detto che non ritirerà le truppe dall’Afghanistan, che Bertinotti non farà il ministro degli Esteri. Noi queste cose le contestiamo da dentro l’Unione: siamo la loro inquietudine, il loro tarlo. Abbiamo denunciato queste cose, venerdì, ad una riunione dell’Unione e non volevano neppure far entrare il nostro candidato.
State pensando di candidarvi alle elezioni 2006?
No, non è la nostra questione primaria. In questo momento per noi sono importanti i contenuti, ma se dovesse accadere vi faremo sapere.
Quali sono i danni di una globalizzazione liberista?
Sono quelli che viviamo quotidianamente: dal problema della casa al problema dell’ambiente. Mi raccontava un’amica che l’altro giorno stava recandosi a Ciampino e aveva visto una palma. In realtà era un’antenna messa dove non doveva stare. Poi la precarizzazione sul lavoro, la guerra, il terrore, queste prove antiterrorismo per abituare la gente alla paura, mentre l’unica sicurezza è il ritiro delle truppe e la pace sociale.
Quanta vicinanza sentite verso la popolazione glbt?
Siamo molto vicini a voi; anche tutto questo baillame che c’è stato ultimamente da parte della Chiesa sul Pacs è insopportabile. Ma dobbiamo combattere anche la discriminazione; penso al fatto di sangue di questa estate proprio a Roma dove un attore è stato ammazzato per la sua omosessualità in una maniera davvero violenta. Sento a volte come parla la gente e questo mi fa capire che tutta questa tolleranza verso persone che sono come noi ma che hanno un orientamento di genere altro, non è poi così tollerante. I Pacs vanno bene, ma dico a noi, a voi, alla sinistra: noi dobbiamo spingerci oltre.
Matrimonio?
Se leggete il matrimonio cosa dice? C’è un patto fra due persone che si vogliono bene e vogliono vivere insieme. Dov’è il problema a estendere una cosa così semplice a tutte le coppie? La verità la sappiamo tutti: la Chiesa governa al posto dei politici e i politici officiano quello che la Chiesa detta perché hanno paura di perdere parte dell’elettorato.
Come contrastare tutto questo?
Confermando la volontà ai diritti. Faccio un esempio: io ho due amici omosessuali che vivono insieme da una vita. Uno di questi è un migrante. Ora, perché questo migrante non deve usufruire del diritto di cittadinanza visto che sta con una persona italiana? Su questo inviterei tutti coloro che sostengono il Pacs a spingersi oltre, perché è giusto così, credetemi.
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di Mario Cirrito