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Lituania: tribunale mette al bando gay pride baltico

Il Gay Pride dei paesi baltici non si terrà. La presidente lituana ha vietato la manifestazione per l’impossibilità di garantire la sicurezza. Dell’evento si era occupato anche Amnesty International.

Il tribunale amministrativo della Lituania ha vietato lo svolgimento di una parata del gay pride baltico a Vilnius il prossimo 8 maggio. Il divieto è stato deciso su istanza del procuratore generale Raimondas Petrauskas, secondo il quale la parata – con il previsto arrivo di manifestanti anche da Estonia e Lettonia – rischiava di turbare l’ordine pubblico.

«Abbiamo ragione di credere che lo stato non sarà in grado di fornire adeguata protezione ai partecipanti», si legge nell’istanza. Vytautas Valentinavicius, presidente dell’Associazione dei giovani tolleranti, fra gli organizzatori del gay Pride, ha parlato di decisione “incomprensibile” e ha annunciato una probabile richiesta di appello.

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La parata del gay pride baltico si doveva svolgere nell’ambito di un evento di cinque giorni dedicato al tema dei diritti degli omosessuali, che sta creando crescenti polemiche in questo paese a maggioranza cattolica. Il 4 aprile Amnesty International aveva esortato la presidente lituana Dalia Grybauskaite (in foto) ad esprimersi a favore dello svolgimento del Gay Pride.