MEHMET, PACIFISTA GAY INCARCERATO - Mehmet Tarhan - Gay.it Archivio

MEHMET, PACIFISTA GAY INCARCERATO

Il 9 dicembre in varie parti del mondo si terranno manifestazioni per chiedere la liberazione di Mehmet Tarhan, obiettore di coscienza turco detenuto e in attesa di processo.

Il 9 dicembre si celebra in varie parti del mondo una Giornata Internazionale di Lotta in appoggio a Mehmet Tarhan: la Wages Due Lesbians e l’associazione Payday picchettano le Turkish Airlines a Londra e organizzano un picchetto in centro a Filadelfia; lo Sciopero Globale delle Donne picchetta il consolato turco di Los Angeles mentre altre proteste sono previste in Turchia, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Serbia, Stati Uniti e Scozia. In Italia sono previste manifestazioni a Milano, dove l’Arcigay CIG manifesterà alle 17.00 davanti al consolato turco in via Larga, 19 per affermare il diritto di omosessuali e lesbiche di tutto il mondo a vivere liberamente la propria sessualità, e a Venezia.

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«Se danno ai gay il ‘diritto’ di fare il militare, non andrò certo in giro a dire ai gay ‘andiamo a fare il militare’. Non devono farlo. E gli eterosessuali non devono farlo neanche loro». Così ha spiegato la sua posizione in merito all’obbligo del servizio militare Mehmet Tahran, anarchico gay, obiettore di coscienza “totale” – contro tutte le guerre e a qualsiasi alternativa al servizio militare. E per questo Mehmet è stato condannato a quattro anni da un tribunale militare per “insubordinazione”.
Nella prigione militare di Sivas, Mehmet Tarhan è stato torturato da guardie e detenuti. Ha fatto due volte uno sciopero della fame (per 28 e 34 giorni) esigendo la loro punizione.
La Turchia non riconosce l’obiezione di coscienza né da alternative al servizio militare. Per i militari turchi l’omosessualità è una “malattia”. Chi fa domanda di esenzione per omosessualità deve sottoporsi a una visita anale e spesso fornire un video di un rapporto sessuale. E’ l’equivalente del famigerato “test di verginità” che la polizia e l’esercito turco usano da anni per stuprare e aggredire sessualmente le donne, in particolare le Curde.
Mehmet ha rifiutato l’etichetta di “malato” e ha rivendicato il suo diritto all’obiezione di coscienza. La Corte Militare d’Appello ha annullato la prima sentenza. Il nuovo processo si terrà il 15 dicembre. La corte può ordinare una visita anale forzata.
La famiglia lo appoggia. Sua sorella Emine si imbarca in viaggi interminabili sui 900km tra Istanbul e Sivas (14 ore di pullman fatte in due notti successive) per andare a trovarlo. Lei e la madre sono state sfrattate dalla loro casa a Istanbul.
Con Mehmet, la sua famiglia e i suoi sostenitori, i manifestanti esigonoo e difendono i diritti umani all’obiezione di coscienza, a rifiutare di uccidere, alla scelta sessuale, a vivere in un mondo libero da guerre e dittature, un mondo che investa nella cura della vita non nella morte.

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Il 9 dicembre segna anche il 24° anniversario del ferimento e dell’arresto di Mumia Abu-Jamal, un ex-Black Panther. Falsamente accusato di assassinio, Mumia è nel braccio della morte da 22 anni, ma è rimasto un combattente per il movimento e registra settimanalmente commenti per una radio. A Filadelfia Wages Due Lesbians e Payday dopo il picchetto su Mehmet si recheranno alla manifestazione indetta da International Concerned Family and Friends of Mumia Abu-Jamal ([email protected]) portando il movimento che appoggia Mehmet a unirsi al movimento che appoggia Mumia.
Queste le rivendicazioni del movimento:

La fine della tortura mentale e fisica di Mehmet Tarhan, la sua immediata liberazione e il suo congedo immediato dall’esercito;
Il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza in Turchia;
L’abolizione della definizione dei militari turchi dell’omosessualità come malattia – no a visite anali e “prove” visive.

Mandate queste rivendicazioni per email o fax a:
Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan
fax: +90 312 417 0476 email: [email protected]
e all’ambasciata turca di Roma:
fax: 06 488 24 25 [email protected]
e mandate in cc a [email protected]
La campagna per Mehmet in Turchia ha un bisogno disperato di SOLDI. E’ possibile spedire assegni a Payday PO Box 287 London NW6 5QU – tutte le donazioni arriveranno alla sua famiglia e alla campagna.
Wages Due Lesbians.
Tel 020 7482 2496 Email [email protected]
Web www.globalwomenstrike.net
Payday
Tel 020 7209 4751
Email [email protected] Web www.refusingtokill.net
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

di Giorgio Riva – Payday