MILANO – Si può essere minoranza e portare valori di maggioranza. Potrebbe essere questo lo slogan che l’europarlamentare Antonio Di Pietro ha nella sua testa di leader della “Italia dei Valori”. E’ uno dei sette scesi in campo per le primarie.
Di Pietro, qual è il significato politico della sua candidatura?
Considero le primarie una cosa seria e vorrei che fossero i cittadini a scegliere chi con più determinazione all’interno dell’Unione possa pensare di fare attuare i programmi. Nella politica italiana, da destra e da sinistra, molto si dice e poco si fa.
Dare nuovi valori alla politica, è questo che dice?

Noi vogliamo che l’Unione metta al primo posto una intercalare di moralità. Lo stiamo vedendo: dove l’Unione ha già vinto, sorgono consulenti, nepotismi e quant’altro. Tra i buoni esempi l’Unione dovrebbe impegnarsi in questo: coloro che sono stati condannati con sentenza penale passata in giudicato non possono essere candidati.
Questa cosa lei l’aveva già detta, senza essere ascoltato.
Per questo mi candido. Se alle primarie prendo l’1 per cento continueranno a fare i sordi, ma se prendo il 10…
Troppi candidati non possono confondere gli elettori?
Il rischio esiste, anche perché è la prima volta ma dipende dall’uso che faremo di queste primarie. Esiste un rischio di qualche confusione.
In caso di una sua grande affermazione, appoggerà la leadership di Prodi?
Io appoggerò colui che risulterà vincente. Se dovesse essere Prodi, non ho alcuna riserva su di lui. Le ricordo che essendo adesso in primarie gioco la mia partita e non posso giocare la sua.
Va modificata, come chiede l’UDC, la legge elettorale?
Così com’è non va bene, perché gli elettori continuano a votare persone scelte dalle segreterie di partito. Quindi la legge elettorale va modificata e riporatata a un concorso dei cittadini anche nella scelta dei candidati. Detto questo, farlo a gioco in corso vuol dire barare. La verità è che chiedono di cambiarla per conservare le poltrone.
Conterà di più la squadra, come afferma Mastella, o il programma?
Il programma va scritto insieme dando la leadership a chi vince le primarie ma non si può in una coalizione in cui ci sono tante anime, portatrici di interessi diffusi pensare che uno solo ordina. Non condivido quello che dice Prodi: chi vince scrive il programma. Chi vince ascolta tutti e fa la sintesi ragionata. Dico a Prodi: con il califfato non si va da nessuna parte.
Con l’intervento in Iraq è fallita la pacificazione mondiale. Come si può tornare a parlare con il mondo?
Da quando è scoppiata la pace in Iraq il mondo è diventato meno sicuro. Sono stato in Iraq recentemente; dal punto di vista umano gli italiani si stanno comportando benissimo. Il problema è che lì ci vedono come forza di occupazione e quindi dobbiamo stare acquattati nel deserto perché se andiamo tra la gente ci sparano addosso.
Che si fa allora?
Occorre un aiuto alla ricostruzione, un impegno per la sicurezza e legalità che non c’è, quindi anche di forze internazionali. Ma certamente non di quelle comandate dagli americani o realizzate con le forze occupanti. Ci vuole una rivisitazione del ruolo dell’Onu e anche una sua risistemazione, visto che adesso anche all’Onu girano bustarelle.
Mondo del lavoro e crisi economica. Si può tornare ad essere competitivi?
Dobbiamo affrontare la piaga del precariato. E’ vero che la flessibilità è necessaria in un mondo globalizzato, ma è anche vero che oggi è diventato un neo-feudalesimo. Voglio impegnarmi e impegnare l’Unione su politiche che diano incentivi alla formazione, alla educazione, all’istruzione e alla ricerca.
Ne ho letto qualcosa sul suo programma
Sì, ad esempio: gli italiani che vanno all’estero a delocalizzare se poi vogliono riportare i prodotti in Italia devono garantire che sono stati rispettati tutti i diritti umani. Anche per la Cina, se vogliono venire qui devono garantire dei parametri, degli standard di qualità, di rispetto dei diritti dei lavoratori, altrimenti i loro prodotti non possono essere commercializzati perché non siamo in una situazione di parità.
Parliamo di diritti omosessuali.
continua in seconda paginaParliamo di diritti omosessuali.
La mia posizione è quella che sta venendo fuori in tutta l’Unione. Le persone omosessuali sono diverse ma non sono malate. Bisogna smetterla di pensare che chi voglia realizzare una vita di coppia insieme a una persona dello stesso sesso non può avere diritti. Io sono eterosessuale e cattolico, ciononostante ho molto rispetto per coloro che sono diversi da me. Ritenengo che una persona che dà mutua assistenza, aiuto, condivisione di problemi, speranze e risorse, deve essere rispettato al massimo. A partire dai Pacs dobbiamo dare a chi è omosessuale l’occasione di avere gli stessi diritti che abbiamo noi eterosessuali.
Ufficialmente: lei e l’Italia dei Valori garantiscono il Pacs nel programma dell’Unione?
Sì. Lo abbiamo sottoscritto come Italia dei Valori e io personalmente, impegnandoci su quel Patto di Solidarietà condiviso dall’Unione. Le ripeto: il mio è un sì ufficiale.
Arcigay vi ha spedito un documento da sottoscrivere e inserire nel programma dell’Unione. Lei e il suo partito lo firmerete?
L’ho a portata di mano ed è già stato rispedito ad Arcigay con la mia firma.
Come possiamo fare capire alla politica, anche quella cattolica, che siamo portatori di libertà e non vogliamo scardinare valori esistenti?
Soltanto col ricambio generazionale della politica potrà avvenire questo. Io vedo che questi nuovi diritti, che poi sono diritti di sempre, stanno affermandosi. Purtroppo adesso ci sono gli Andreotti che stanno lì da 50 anni ed è inutile aspettarsi che la pensino diversamente sui vostri diritti.
Un’ultimo impegno ufficiale. L’Italia dei Valori si impegna a portare al tavolo della discussione del programma le maggiori organizzazioni glbt?
Sono più che convinto che tutto il mondo dell’associazionismo, quello dei consumatori, Arcigay, piccoli risparmiatori, disabili, non può essere ricordato dalla politica solo al momento del voto. Ce ne dobbiamo ricordare anche nel momento delle decisioni coinvolgendo le stesse associazioni. Per conto nostro non abbiamo nessuna difficoltà, anzi, ben vengano a discutere il programma.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.
di Mario Cirrito
