
Ci risiamo.
Un altro triste episodio di violenza omofoba si aggiunge alla già lunghissima lista che da sei mesi a questa parte sta contribuendo a terrorizzare gli omosessuali della capitale.
A raccontarci l’incredibile nottata di venerdì 6 novembre un ragazzo, che ha vissuto in prima persona la scioccante aggressione, tanto da averci chiesto di mantenere l’anonimato.
Sono le 6 del mattino. La serata Muccassassina al Qube, in Via di Portonaccio, è da poco finita. Un gruppo di amici sta facendo colazione al Bar Anda, in Via Giuseppe Arimondi, a pochi metri dal locale.

Il clima è festoso, i ragazzi sono assonnati ma scherzano e ridono. Parlano di un certo Mario, lo fanno a voce alta. La discussione attorno a questo nome si infiamma, passa un uomo, uno dei ragazzi per scherzare lo saluta apostrofandolo proprio con quel nome: “ciao Mario“.
Non l’avesse mai fatto. L’uomo si volta di scatto come una furia, avventandosi sui ragazzi ed aggredendoli verbalmente. “Froci di merda, dovete stare attenti, io vi ammazzo, io vi gonfio, vi spacco il culo e senza vasellina! Già me so fatto due anni de galera, non me ne frega un cazzo de tornacce!“.

Passata la sfuriata, l’uomo si incammina verso la propria macchina. Uno dei ragazzi, ancora sconvolto, lo segue per tentare di spiegarsi, per cercare di fargli capire che stavano scherzando e che non stavano parlando di lui, quando l’uomo, una volta aperto lo sportello, si rigira, con un coltello in mano, preso probabilmente dal cruscotto dell’auto.
Il terrore a questo punto si impossessa dei ragazzi, che entrano immediatamente all’interno del bar, in cerca di riparo. Qui, una volta chiamata la polizia, devono assistere allo show dell’uomo, rimasto fuori dal bar ad inveire, insultandoli e minacciandoli con il coltello. Informato dall’arrivo della polizia, l’uomo, insieme ad un amico arrivato in suo aiuto, fugge, lasciando alle sue spalle una notte di terrore.

Oltre un’ora dopo la richiesta di soccorso la polizia fa finalmente la sua comparsa, potendo a quel punto fare poco o nulla, vista la fuga dell’uomo. L’unica proposta fatta ai ragazzi è quella di seguirli in Questura, per una denuncia contro ignoti. Proposta rifiutata da tutti i protagonisti della triste vicenda, perchè stanchi, assonnati e semplicemente sconvolti da una serata iniziata bene e finita male, con strascichi di pura ed autentica follia.
Poteva finire come Svastichella. E’ forse un miracolo se la triste storia non si sia ripetuta, ancora una volta.
