
Con un memorandum inviato ieri al Ministro per la Salute e i Serivzi Sociali, il presidente statunitense Barack Obama ha chiesto che gli ospedali permettano ai pazienti gay e lesbiche di ricevre visite da non familiari e che venga garantito ai loro partner il diritto alla delega in tema di scelte mediche. Il presidente ha ordinato al Dipartimento della Slaute e dei Servizi Sociali di vietare discriminazioni nelle visite che avvengono negli ospedali. Il memorandum presidenziale è indirizzato a tutti quegli ospedali che ricevono finanziamenti pubblici sia tramite il programma di assicurazione medica governativa Medicare o tramite Medicaid, programma federale sanitario che fornisce aiuti alle persone e alle famiglia con bassi redditi.

Secondo il Washington Post, la nota di Obama lo proietta direttamente nel dibattito riguardo ai matrimoni gay e tenta di mettere fine alla pratica diffusa in molti ospedali nei quali si insiste che solo i familiari legati da rapporti di sangue o i coniuigi possono visitare i pazienti.
Il memorandum di Obama, però, si chiude con queste parole:”Questo memorandum non vuole creare, e non crea, alcun diritto o beneficio sostanziale o procedurale attuabile per legge o a favore di nessuno nei confronti degli Stati Uniti, i suoi dipartimenti, le agenzie, gli enti, i funzionari, gli impiegati o gli agenti o chiunque altro”.

Tuttavia resta un importante passo in quella che in molti hannod efinito “la giusta direzione”. L’auspicio è che non sia solo una mossa strategica per zittire chi accusa l’amministazione Obama di essere in stallo sulle questioni più importanti che riguardano la comunità lgbt e che il presidente aveva promesso di affrotnare fin dalla campagna elettorale, come il Don’t Ask Don’t Tell o l’Enda, l’Employment Non-Discrimination Act fermo in parlamento.

Ad ispirare il memorandum di Obama è stata la vicenda personale di Janice Langbehn alla quale è stato vietato di fare visita alla propria compagna, Lisa Pound (ritratte nelle foto di questo articolo), ricoverata in ospedale la quale, diciotto ore dopo il ricovero per un aneurisma, è morta in una stanza del Jackson Memorial Hospital. “Credo che questa sia l’eredità di Lisa – ha dichiarato Janice alla CNN -. Almeno non è morta invano”.
Sulla sua pagina di Facebook, Janice Langbehn ha scritto: “Alle 4.30 ora del Pacifico, il presidente Obama mi ha chiamata per parlare della tragica morte di Lisa e della mia impossibilità di vederla. Il presidente ha firmato un memorandum leggibile sul sito della Casa Bianca, diretto alle strutture mediche perché cambino ilmodo in cui trattano i pazienti e i loro visitatori. Il presidente è stato molto gentile ed ha chiesto scusa per il modo in cui siamo state trattate. L’ho ringraziato per questa eredità che lasciamo ai nostri figli”.
