PADOVA – Una nuova ricerca scientifica punta a dimostrare che l’omosessualità maschile sia influenzata anche da fattori genetici, oltre che da fattori culturali e dalle prime esperienze. La ricerca dell’Università di Padova, pubblicata sulla rivista “Proceedings of the Royal Society London B”, tenta di spiegare come i geni associati all’omosessualità maschile riescano a sopravvivere, nonostante questi uomini raramente abbiano figli a cui trasmetterli.
Lo studio contraddice inoltre la teoria, avanzata più di dieci anni fa da alcuni ricercatori americani, dell’esistenza di un singolo gene dell’omosessualità. Secondo Andrea Camperio-Ciani e colleghi, le componenti genetiche in questione (associate al cromosoma X, che viene ereditato solo dalla madre, ma situate probabilmente anche su altri cromosomi) sono le stesse che influenzano una maggior fertilità nelle donne.
I ricercatori hanno infatti scoperto che le donne tendono ad avere più figli se ereditano gli stessi fattori genetici – ancora non identificati – associati con l’omosessualità maschile. Questo aumento di feritilità compenserebbe con gli interessi la carenza di discendenti dei maschi omosessuali, mantenendo in circolazione i fattori genetici in questione.
