Preceduto come da tradizione dal rombo dei motori delle ‘Dykes on Bykes’, le ‘lesbiche in moto’, il corteo del Gay Mardi Gras, il carnevale gay di Sydney giunto alla 25/ma edizione, ha mantenuto la promessa di tornare alle sue origini ‘politiche’ dopo le accuse di perdita di identità e di asservimento agli sponsor, mosse alle edizioni precedenti. La parata annuale lungo Oxford Street nel quartiere gay di Paddington, nata nel 1978 come piccola marcia di protesta e divenuta la più grande sfilata notturna al mondo, ha intrattenuto centinaia di migliaia spettatori in gran parte ‘etero’ con la sua esuberante sfacciataggine.Tema di quest’anno, cantato in stile gospel, ‘Walk a mile in my shoes’, ovvero prova a metterti nei miei panni). Il carro di apertura, una grande riproduzione della cattedrale cattolica di St. Mary’s a Sydney affollata di cardinali, angeli e diavoli, prendeva di mira le istituzioni religiose accusate di discriminare i gay e le lesbiche. Hanno sfilato 170 carri tra cui diversi gruppi giovanili e sportivi per ricordare le Olimpiadi gay del prossimo novembre a Sydney. Gruppi di aborigeni gay hanno sfilato chiedendo riconciliazione e giustizia, mentre i ‘bebè arcobaleno’ in carrozzina venivano candidamente spinti per la parata da coppie dello stesso sesso.
di Paola Faggioli
