Approvato il testo base della legge contro l’omofobia che mira ad estendere la legge Mancino contro i crimini d’odio alle persone omosessuali e transessuali. La Commissione Giustizia della Camera ha licenziato gli articoli che saranno sottoposti alla discussione e al voto dell’Aula a partire dal 22 luglio.

«Penso che il lavoro collegiale che ha visto protagonisti in Commissione tutti i gruppi parlamentari e l’altro relatore, Leone, sia stato un esempio di buona politica», ha commentato Ivan Scalfarotto, relatore della proposta di legge per il Pd. «Spero che il provvedimento arrivi in Aula e sia discusso con lo stesso spirito di condivisione e di ascolto», ha concluso.
Fra i sostenitori della legge, non tutti però sono convinti che il risultato uscito dalla commissione sia quello giusto. L’associazione di giuristi e avvocati Rete Lenford, ad esempio, auspica due modifiche da parte dei deputati: il ripristino della definizione di “identità sessuale”, presente nel testo originario, senza la quale si rischia di escludere dai beneficiari della legge le persone transgender; l’estensione di tutte le ipotesi di reato d’odio già previste dalla Legge Mancino, anziché la sola discriminazione.
Più duro il giudizio dei deputati Cinque Stelle. Secondo i cittadini guidati da Grillo, i colleghi del Pd avrebbero svenduto la legge trasformando la in una vera truffa per compiacere il PDL con cui sono al governo. Senza i voti del movimento, difficilmente il testo potrà avere voto favorevole.
Il termine per gli emendamenti scade martedì prossimo, 16 luglio.
di Daniele Nardini
