MILANO – Romano cambia strada e assicura: una legge per le unioni di fatto sarà inserita nel programma dell’Unione. La rassicurazione di Prodi giugne in una lettera inviata a Franco Grillini che l’ha letta alla Consulta dei gay dei Ds che si è svolta alla Festa nazionale dell’Unità di Milano.
Prodi ha scritto a Grillini dopo che i gay si erano lamentati per il mancato inserimento nel programma dell’Unione della legge su Pacs. «Carissimo Franco – ha scritto Prodi – apprendo di aver provocato delusione tra quanti, nell’Arcigay, si attendevano uno specifico riferimento ai Pacs già nel breve testo che riassume solo linee generali del mio programma per le primarie. Voglio perciò rassicurare te e quanti, eventualmente, avessero condiviso un sentimento di tal genere. Da parte mia, come tu stesso ricordi, il problema non è stato affatto cestinato. Ma, al contrario, troverà certamente soluzione nel programma finale dell’Unione».
«Come ho detto più volte nei mesi scorsi, e come sai – ha aggiunto – condivido con gli altri leader dei partiti dell’Unione l’ipotesi di una proposta universalistica che affronti regolamenti e risolva il tema dei diritti delle coppie di fatto basate su un vincolo diverso da quello del matrimonio. Una proposta avanzata già in Parlamento da 161 parlamentari dell’Unione e che trova la mia condivisione».
Grillini: due punti importanti

«La lettera che Romano Prodi mi indirizza contiene due punti molto importanti che segnano per il movimento dei diritti civili e gay e lesbico italiano un discrimine importante – dice Franco Grillini – Per prima cosa Prodi dice che la proposta del Pacs sarà a pieno titolo nel programma dell’Unione e ciò mette fine una volta per tutte ai timori. Il secondo punto rilevante è la condivisione del progetto di legge di cui sono il primo firmatario e che è stata sottoscritta da 161 parlamentari dell’Unione, progetto attualmente in discussione presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Ora, è del tutto evidente che, mentre nel centrosinistra c’è una proposta chiara su questo tema, persino nel centrodestra c’è chi si interroga sull’opportunità di approvare una normativa sulle coppie di fatto comprese quelle dello stesso sesso. Ciò che si profila, quindi, è un’ampia maggioranza trasversale capace, nella prossima legislatura, che ci auguriamo sia del centrosinistra, di approvare rapidamente ed entro il 2006 la proposta sul Patto Civile di Solidarietà».
L’appoggio della sinistraAnche altri leader del centrosinistra hanno commentato favorevolmente la posizione espressa da Prodi. Piero Fassino, nel messaggio all’Assemblea nazionale della Consulta gai dei Ds, ribasice che i DS si impegnano «ad assumere nel programma elettorale dell’Unione il riconoscimento pieno dei diritti civili per i gay con particolare riferimento alle unioni di fatto».

Mentre Fausto Bertinotti si dice certo che «la partecipazione popolare alla redazione del programma dell’Unione e una presenza di sinistra nell’alleanza contribuisce a portare all’attenzione il problema dei diritti dei gay, delle lesbiche e dei transessuali. Questo è certamente un fatto positivo e non indebolisce la mia candidatura alle primarie».
Mastella in allarme

Ma anche all’interno della coalizione si scatena il dissenso. L’apertura di Romano Prodi suscita in Clemente Mastella «sorpresa e allarme». «Ci stupisce perchè nella sua lettera a Grillini il Professore fa riferimento alla sintonia con gli altri leader della coalizione ma in nessuno dei confronti finora avuti nella Fabbrica del programma questa ipotesi si era mai affacciata al punto da essere dibattuta fino in fondo». Il leader dell’Udeur ribadisce quindi la posizione del suo partito «che è – scrive – quella della tradizione popolare e cattolica: prima di tutto la famiglia. E con ciò la salvaguardia dei valori portatori dell’unica unione che riconosciamo e che è sancita davanti a Dio: il matrimonio tra persone di sessi differenti».
«In definitiva – conclude Mastella – dispiace constatare come, pur nel rispetto del diritto degli omosessuali all’ottenimento di strumenti normativi idonei, nel delirio della affannata ricerca di consensi ci si spinga fino a derive zapateriste che apparirebbero stonate anche di fronte al laicismo più spinto».

Il compagno di coalizione Alfonso Pecoraro Scanio spalleggia Prodi dalle accuse di Mastella: «Anch’io vorrei tante cose… per esempio, vorrei l’abolizione della caccia, ma mi accontenterò della regolamentazione della caccia. In una coalizione succede così. E Mastella deve rassegnarsi. Dovrà ingoiare questo rospo. Quando si sta insieme, ognuno ingoia qualche rospo…». Riguardo poi alla equazione Prodi-Zapatero, Pecoraro non la crede possibile: «Prodi non è Zapatero, la sua è una posizione molto più morbida», tant’è – osserva – che il candidato leader dell’Unione non parla di matrimoni gay ma, appunto, di patti di civile convivenza.
Da destra paure zapaterianeQuesta pur facile distinzione non entra proprio nella mente di molti esponenti di destra che approfittano della apertura di Prodi per etichettarlo come rivoluzionario: «se il Professore andasse al governo, l’Italia imboccherebbe la deriva zapateriana, non solo in politica estera, ma anche sulle questioni eticamente sensibili» afferma Elisabetta Gardini, rispolverata a sorpresa portavoce di Forza Italia. E il ministro delle comunicazioni, Mario Landolfi, confonde volutamente l’apertura al PaCs con un sì alle nozze gay, affermando che «Prodi con la sua decisione di equiparare di fatto le coppie gay all’unione fondata sul matrimonio, cerca di nascondere il suo vuoto progettuale abbandonandosi ad una ‘deriva zapaterista’».

Parole simili giungono da Marco Follini: «Ricordavo Romano Prodi come un giovane manager democristiano – attacca – Lo ritrovo oggi come un più attempato dirigente politico zapaterista. Come coppia di fatto, quella fra Prodi e il suo doppio mi sembra fra le meno riuscite».
Al leader cattolico risponde la cattolica Rosy Bindi, responsabile delle politiche sociali e della salute della Margherita: «abbiamo lasciato Follini giovane moroteo, aperto al dialogo e capace di far interagire i valori cristiani con le trasformazioni e i cambiamenti della società. Lo ritroviamo teocon, prigioniero di un uso distorto e strumentalizzante dei principi religiosi e etici. Da lui non accettiamo lezioni sulla famiglia». Anche Ermete Realacci, dell’esecutivo della Margherita precisa che «dal centrodestra arrivano risposte a vanvera» e spiega che «la proposta di Grillini, che anch’io ho sottoscritto è altra cosa dalla legge Zapatero sul matrimonio gay».
Ma l’attacco più pericoloso alla apertura del Professore potrebbe essere quello che viene dall’Osservatore Romano, che oggi titola «Alla ricerca di voti lacerando la famiglia» il commento sulle «recenti dichiarazioni del leader dell’Unione sulle coppie di fatto». Secondo il quotidiano del Vaticano, quello di Romano Prodi è «un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia. Una lacerazione inaccettabile».
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