
Dopo il sit-in convocato in fretta dall’associazione Radicale Certi Diritti davanti a Palazzo Chigi, le proteste a Torino e Bari e lo striscione “Meglio gay che Berlusconi” appeso fuori dalla sede del Cassero di Bologna, altre manifestazioni vengono organizzate in tutto il Paese. I circoli locali Arcigay di molte città, infatti, hanno raccolto l’invito del presidente nazionale Paolo Patanè affinché si mobilitino con inziative e proteste.
Domani, venerdì 5 novembre, è indetta a Catania una conferenza stampa (alle 19 presso l’Hotel Royal) mentre a Napoli si terrà un presidio davanti alla sede del Pdl (alle 16 in Piazza Bovio 22) organizzata dai volontari di Arcigay Arcigay Napoli insieme a quelli di Salerno. Sempre venerdì si terranno tre diversi sit-in: a Palermo (alle 17 davanti alla Prefettura), Pisa (alle 18 davanti alla Prefettura) e Ravenna (alle 15 in Piazza del Popolo).

Sabato l’agenda di protesta è molto nutrita con un sit-in davanti alla prefettura Agrigento (alle 17.30 a Porta di Ponte), un presidio a Bergamo (alle 16 davanti alla Prefettura di via Tasso 8), a Firenze (alle 16 in via Cavour 1), a Genova (alle 14.30 in piazza de Ferrari), a Livorno (alle 15 in piazza Unità d’Italia 1), a Pavia (alle 17 in piazza Vittoria), a Pistoia (alle 10 in piazza Duomo 1), a Rimini (alle 11, Piazza tre martiri). Arcigay Verona farà invece un più originale flash mob nel pomeriggio mentre a Pesaro (in Piazza del Popolo) si terrà un banchetto-presidio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
La mobilitazione si concluderà simbolicamente con Arcigay, l’associazione radicale Certi diritti, Arcilesbica, Agedo, Famiglie arcobaleno, Mit, Trangenere e Crisalide Pangender, lunedì 8 novembre 2010 alle ore 9,30 (via Giovanni Gattamelata, 5) a Milano con un sit-in alla Conferenza nazionale della Famiglia, che sarà aperta proprio da Silvio Berlusconi nonostante gli organizzatori abbiano confessato un po’ di imbarazzo per la presenza del premier.

Le dichiarazioni sui gay di Berlusconi stanno per diventare un caso politico anche al di fuori dei confini nazionali. A sollevare la questione davanti ai colleghi europei ci penserà l’europarlamentare dell’Italia dei Valori Sonia Alfano “a cui vanno i nostri ringraziamenti per l’iniziativa”, dice Arcigay. Nell’interrogazione, tra l’altro, Alfano chiede se “non ritiene il Consiglio che i rappresentanti delle istituzioni debbano astenersi da dichiarazioni pubbliche che abbiano un impatto negativo sulla situazione delle persone lgbt”.
“Non ci rassicurano – aggiunge Patanè – le frasi di Capezzone sull’approvazione di leggi antidiscriminatorie: un capo di governo non può permettersi di offendere la dignità di omosessuali, lesbiche, transessuali e delle donne”. “Ci resta un dubbio – conclude – o Berlusconi pensa veramente quello che dice e allora è un omofobo oppure non lo pensa e, peggio, ha usato gay, lesbiche e transessuali per distogliere l’attenzione dai suoi problemi reali con la giustizia o per mandare messaggi cifrati a qualcuno”.
