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Pubblicità: scandalo per cartelloni gay di Toscani

Oliviero Toscani continua a far parlare di sè con le sue fotografie contro-tendenza. E questa volta è il Movimento Difesa del Cittadino a protestare per una campagna pubblicitaria della Ra-Re.

ROMA – Oliviero Toscani continua a far parlare di sè con le sue fotografie contro-tendenza. E questa volta è il Movimento Difesa del Cittadino a protestare per una campagna pubblicitaria della Ra-Re (firmata appunto da Toscani), i cui cartelloni ritraggono due uomini che giocano con la loro sessualità.
“Rispettiamo gli orientamenti sessuali, ma è difficile spiegare l’omosessualità a bambini molto piccoli”. Questa la motivazione che ha spinto alcuni genitori a segnalare il caso all’MDC: “I genitori – spiega Lucia Moreschi, responsabile del Dipartimento Junior dell’MDC – ci dicono di essere in difficoltà con i figli molto piccoli nel dare spiegazioni di fronte alla domanda ‘Che cosa fanno? Perchè quell’uomo tocca lì quell’altro uomo?”. E tiene a precisare la Moreschi: “la nostra non è assolutamente una critica alla libertà e all’orientamento sessuale delle persone, che rispettiamo profondamente. Solleviamo semplicemente un problema legato all’uso delle immagini esposte sulla pubblica via che possono mettere in difficoltà i genitori e anche l’aspetto emotivo dei minori. Ogni cosa richiede tempo e poi possono esserci genitori non in grado di farlo. Senza rinciampare nella retorica, ribadiamo il principio secondo cui la tua libertà finisce dove inizia quella di un altro”.
Secondo Lucia Moreschi sul sito della casa di moda si dice che “due uomini che si toccano non è nulla di scandaloso, danno vita ad una forma di ambiguità manifesta che diventa un manifesto” e quindi, la Moreschi ribatte :”sul fatto che non ci sia nulla di scandaloso possiamo essere d’accordo. Crediamo però che chi opera nel settore della comunicazione debba tenere conto della complessità e della varietà dei target. Purtroppo anche questo caso dimostra che i minori non sempre hanno l’attenzione che merita soprattutto la loro delicata fase evolutiva”. Intanto MCD Junior sottoporrà la questione al Gran Giurì della Pubblicità al fine di verificare se: “la campagna pubblicitaria possa risultare lesiva per lo sviluppo fisico ed emotivo dei minori e, dunque, ci siano i presupposti per intervenire”.