BARI – «Abbiamo varato un disegno di legge che oggi rappresenta in Italia il punto più avanzato di ripensamento del welfare, della rete dei servizi sociali. E’ un disegno di straordinaria ricchezza che compie alcune operazioni importanti. Quella per esempio di guardare al mondo delle marginalità come a un mondo pieno di risorse». Lo ha detto il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola (Prc), al termine della riunione dell’ esecutivo che si è tenuta nella serata di ieri e durante la quale è stato approvato il disegno di legge sui servizi sociali.
Il testo prevede l’estensione dei servizi non solo alla famiglia ma anche ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela ed altri vincoli affettivi. Un concetto questo che, alla fine, dopo una serie di mediazioni, è stato definito nel testo con le parole ‘unioni solidaristiche’. Non si parla più, quindi, esplicitamente, come nella prima stesura, di unioni di fatto, eterosessuali e omosessuali, ma, in pratica, di realtà di fatto in cui ci sono elementi di solidarietà tra le persone.
Le proposte di modifica, compresa l’ultima, erano state avanzate dalla Margherita che per tutta la giornata ha tenuto incontri interni e con la giunta alla ricerca di un’intesa che mettesse al centro del ddl la famiglia così come riconosciuta dalla Costituzione e dal codice civile. Con il disegno di legge, tra l’altro, vengono abrogate le leggi sulla famiglia e sui servizi sociali approvati dalla precedente giunta di centrodestra guidata da Raffaele Fitto, attuale coordinatore in Puglia di Fi.
Con questo disegno di legge – ha detto Vendola – «guardiamo agli immigrati, ai diversamente abili, ai minori, agli anziani, prevedendo per la prima volta istituti di tutela, di valorizzazione. E’ un procedimento che guarda una persona e non la vede come un problema, la vede come una risorsa». Dentro questo disegno di legge «che è fondato sull’idea dell’universalismo del welfare, i diritti di cittadinanza riguardano ciascuna persona. Si è sviluppato su questo un dibattito molto importante, credo molto utile nella società pugliese».
«Ci siamo confrontati – ha precisato Vendola – soprattutto con i rilievi critici, con i suggerimenti che provenivano dal mondo cattolico e che coltivavano la preoccupazione di mettere al riparo la famiglia di diritto. Non c’era alcuna intenzione di minare la famiglia di diritto. E tuttavia abbiamo accolto, con grande attenzione, questi suggerimenti e oggi abbiamo un testo che parla della famiglia che viene accompagnata da questa rete di servizi e di tutele e parla anche di quei nuclei di persone che sono legate da vincoli di parentela, da vincoli di adozione, da vincoli solidaristici: l’espressione che è usata nel titolo è ‘unioni solidaristiche’ e prevede l’estensione dei diritti e dei servizi anche alle unioni solidaristiche».
Quindi, precisa Vendola, «non c’è nessuna sovrapposizione di istituti, che restano differenti, anche perchè noi non stavamo discutendo del diritto di famiglia, non abbiamo la proprietà di configurare giuridicamente nulla da questo punto di vista, ma stiamo discutendo dei servizi sociali, dei diritti di cittadinanza».
Vendola ha voluto ringraziare «tutti coloro che hanno partecipato a questo dibattito, ringraziare anche coloro che ci hanno proposto limpidamente le loro osservazioni critiche, abbiamo tenuto conto di queste osservazioni: oggi il governo regionale pugliese ha varato una legge che, credo, segna un passo avanti dal punto di vista della civiltà, della difesa delle persone e della tutela concreta della famiglia».
«E’ un disegno di legge che riconosce le unioni di fatto?», è stato chiesto a Vendola. «E’ un disegno di legge – ha risposto – che riconosce l’estensione dei diritti e dei servizi a quelle che chiamiamo unioni solidaristiche». E per quanto riguarda i moniti venuti dalla Chiesa, Vendola ha voluto aggiungere: «Abbiamo tenuto molto conto delle osservazioni della Conferenza episcopale, della gerarchia ecclesiastica, perchè non avevamo alcuna intenzione nè prima nè ora di attizzare guerre di religione. Abbiamo tenuto meno conto delle critiche terroristiche, goffe, che sono giunte dagli ambienti del centrodestra. Ma la Chiesa è una realtà troppo seria per non essere ascoltata con attenzione. Oggi credo che tutti possano intendere qual è l’avanzamento concreto, guardando alla vita reale delle famiglie così duramente stressate dalle politiche del centrodestra, che si compie».
Il disegno di legge è stato votato in giunta anche dall’assessore dell’Udeur, l’assessore regionale al turismo, Massimo Ostillio, malgrado proprio durante i lavori della giunta fosse stato diffuso un comunicato dal capogruppo dell’Udeur in consiglio, De Leonardis, e dal coordinatore regionale del partito, Luigi Pepe, nel quale si esprimeva contrarietà al testo.
«L’ Udeur – ha detto Vendola – è stato felicemente consenziente con questa impostazione. Devo dire che molte delle polemiche si riferivano neanche al testo attualmente in discussione ma si riferivano alla preistoria del testo normativo, qualcuno anche con una certa malizia ha mescolato le carte. Vorrei che oggi, testo alla mano, mi si dimostrasse la fondatezza dei rilievi che partono dalla parte più becera dello schieramento politico».
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