La questione delle unioni civili è delicata e per questo va affrontata “senza furore ideologico ma cercando di trovare un punto di sintesi. L’importante è che la legge si faccia“.

È quanto ha dichiarato oggi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso di un’intervista a Rtl 102.5 questa mattina. Dopo l’incontro infruttuoso di ieri pomeriggio con il leader di NCD Angelino Alfano ed aver provato a convincere quest’ultimo a trovare un qualche compromesso sul testo di legge, infatti, il Presidente del Consiglio ha ribadito che “sul 95% della legge c’è l’accordo di tutti” quindi l’iter legislativo proseguirà perché “nonostante le differenze, credo che ci sia spazio per trovare un punto di intesa”.
“Le unioni civili sono un argomento che divide profondamente tanto che siamo l’unico Paese in Europa senza una legge – ha continuato Renzi -. La posizione del Pd è iniziare a discutere di questa legge in Aula, dandoci tempi per arrivare alla conclusione in Senato” ha spiegato Renzi, che ha poi aggiunto: ” Il primo passo è l’incardinamento della legge e spero che questo avvenga nelle prossime ore“. “Restano ancora alcuni temi sui quali confrontarsi, come quello dell’adozione del figlio del partner, sul quale ci sarà una grande discussione in Senato” ha ammesso Renzi dicendosi fiducioso.

Del resto “che la legge si debba fare e non si possa rimandare lo pensano tutti” ha sottolineato ancora il Premier, che poi ha annunciato che sul tema delicato delle adozioni ci sarà libertà di coscienza per i parlamentari durante la discussione in Aula: il riferimento è molto probabilmente a quei senatori cattolici “malpancisti” del Partito Democratico, che Gay.it aveva intervistato settimana scorsa.
“Sulla stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio del partner, non puoi dire ‘o così o pomì’. Non ci sarà una posizione del governo su una questione che riguarda la libertà di coscienza” ha precisato infatti Renzi.
Da quanto risulta a Gay.it, oggi ci sarà la riunione dei senatori del Partito Democratico per decidere la posizione complessiva del gruppo: Zanda, il capogruppo, e molti altri parlamentari influenti e vicini al Premier, proporranno, una volta tanto con il sostegno della minoranza PD, la calendarizzazione immediata del DDL Cirinnà, a partire dall’indomani mattina, 14 ottobre. Ci sarà sicuramente qualche senatore dissidente (i cosiddetti ‘malpancisti’), ma i numeri per avere una posizione unitaria del gruppo ci sono tutti a stragrande maggioranza. Nel tardo pomeriggio, quindi, alla Conferenza dei Capigruppo la posizione del PD sarà molto probabilmente quella di discutere il ddl già domattina ed incardinarlo. Poi la discussione dovrà essere sospesa inevitabilmente a causa dell’obbligo previsto dalla legge di iniziare dal 15 la discussione sulla legge di stabilità. Potrà quindi riprendere non appena quest’ultima andrà alla Camera per la seconda approvazione.
