Le unioni civili non compariranno nel programma di governo di Francesco Rutelli. Il candidato al Campidoglio del Pd lo ha spiegato venerdì sera, dopo una giornata fitta di appuntamenti tra i quali quello con Arcigay di Roma: «Abbiamo affrontato con l’Arcigay moltissimi temi positivi che prevedono una stretta collaborazione e che avranno un ottimo sviluppo nell’attivita’ di governo. Tuttavia, certamente, le unioni civili non saranno contemplate nel programma di governo: le stesse forze della Sinistra arcobaleno sanno bene che bisogna proporle su basi nuove».
Il riferimento è a quella «modalità di ascolto della base» cui la Sinistra Arcobaleno, con Loredana De Petris insieme a Fabio Nobile del Pdci e Massimiliano Smeriglio di Rifondazione, ha fatto riferimento al termine dell’incontro con Rutelli di mercoledì.
Il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha spiegato che le richieste fatte a Rutelli sono state, oltre quella sulle unioni, anche «la tutela e l´accesso ai servizi comunali anche per le coppie di fatto, eterosessuali e gay; l´incremento dei servizi che tengano conto dei bisogni delle persone lesbiche, gay e trans; la lotta all´omofobia e alla transfobia nella pubblica amministrazione e nelle scuole; il riconoscimento degli spazi di aggregazione, di socialità e di visibilità come la Gay Street di via di San Giovanni in Laterano di cui bisogna garantire la sicurezza come ci dimostrano gli episodi dei giorni scorsi: prima un tassista rifiuta un utente gay poi l´incendio al Coming Out.»
