
Per Vittorio Sgarbi, contro le cui uscite eclatanti dovremmo ormai avere sviluppato sufficienti anticorpi, essere omosessuali è simile ad essere tossicodipendenti.
Intervistato dal settimanale Grazia, infatti, il critico ha parlato del suo rapporto con il figlio che adesso ha 24 anni ma che è stato riconosciuto solo quando ne aveva sette.
Alla domanda specifica su come vada tra lui e il figlio, Sgarbi ha risposto: “Mah. Mi pare che stia bene: non si droga, non è omosessuale”.

Drogarsi ed essere omosessuali, dunque, sono due condizioni paragonabili. Non contento, il sindaco di Salemi ha aggiunto: “Sono tutte e due fonti di disagio sociale. E quindi di infelicità… E io sono liberissimo di fare e di dire quello che voglio”.
A corredo di queste dichiarazioni, c’è la visione della paternità di Sgarbi il quale chiede e pretende “che il tempo della paternità sia proporzionale al tempo del concepimento”. “Io sono contro l’aborto – spiega per argomentare la sua posizione -, sto sempre dalla parte della vita. Se una donna resta incinta, buon per lei. Basta che non mi chieda di fare il padre“.
