Tom Ford, l’ex stilista di Gucci che una volta ha giurato agli studenti della Oxford University che non avrebbe mai lanciato una sua propria firma, ha inaugurato lo scorso weekend una collezione di occhiali che porta proprio il nome di Tom Ford. «Ho sempre detto che non l’avrei fatto. Ma ho anche detto ‘mai dire mai’» ha spiegato sorridendo Ford agli ospiti che sorseggiavano vodka tonic allo stand allestito presso la Slimo, la grande fiera dell’ottica che si è svolta alla Porte de Versailles a Parigi. «Non avevo mai pensato di lasciare Gucci prima di farlo – ha raccontato lo stilista – Né pensavo al mondo degli stilisti come poi ho fatto. Quando ho lasciato pensavo davvero che non sarei tornato alla moda, eppure poco dopo aver abbandonato mi sono accorto che amavo molto ciò che avevo fatto. Mi piaceva fare cose, costruire oggetti. Ho fatto per primi degli occhiali perché non ero pronto a impegnarmi nel pret-a-porter. Ora mi sento pronto per l’abbigliamento maschile ma non sono pronto per impegnarmi nel pret-a-porter per le donne».
Occhiali, la mia passione

Vestito in un abito di lana doppiopetto rigato di Savile Row, Ford ha orgogliosamente mostrato quasi cento paria di occhiali, 23 modelli in cinque gruppi di colore, tutti esposti su un gigantesco muro all’entrata dello stand. «Mi piace l’eyewear, l’ho sempre amato – ha aggiunto – Ho fatto occhiali per 14 anni da Gucci e li ho fatti anche da Saint Laurent. Porto sempre degli occhiali. Ho una collezione vintage che è piuttosto impressionante, centinaia e centinaia di montature che ho comprato nel corso del tempo».
Ford ha firmato un accordo con la Marcolin Group, l’industria italiana che crea occhiali per Roberto Cavalli, Montblanc e Costume Nationale, situata vicino a Belluno. La famiglia che la possedeva ha venduto il 40 percento della Marcolin a Andrea e Diego della Valle, gli imprenditori del lusso che controllano anche Tods, Hogan, Acqua di Parma e la squadra di calcio della Fiorentina.
«Ciò che mi piace dell’eyewear è che è così potente – ha detto Ford, abbronzato come sempre anche se un po’ ingrassato rispetto a quando ha salutato per l’ultima volta Gucci nel febbraio 2004 – Ci sono pochi accessori con i quali, anche se non indossi niente, segni un periodo. Puoi avere un look da anni 30, 50 o 90 solo grazie ai tuoi occhiali. È come un paio di scarpe, sono come sculture. Esistono senza una faccia. Raccontano molto di dove ti trovi architettonicamente o esteticamente in un particolare periodo di tempo».
«Come uomo amo gli occhiali perché sono pochi gli accessori che un uomo più indossare e io sono un tipo piuttosto classico anche se non voglio sembrare un bancario, perciò gli occhiali sono qualcosa che mi danno un look immediato» ha aggiunto.
Dedicata a chi mi è vicino

La collezione è anche un mini omaggio ai suoi amici e colleghi, come dimostra il fatto che Ford ha battezzato i modelli con il nome del suo partner Richard Buckley, della sua fedele assistente Whitney Bromberg e del suo partner in affari e ex-direttore di Gucci Domenico De Sole (con lui nella foto), stampando i nomi a chiare lettere su ogni stanghetta. Dei tre, solo De Sole non era presente all’inaugurazione.
La collezione di debutto di Ford per la primavera 2006 mostra forme scolpite e aerodinamiche, con un look sovradimensionato da aviatore e un tocco di retrò futurista. Soprattutto gli occhiali sembrano molto grandi nella misura e nella rincorsa al gigantismo che si può notare nella fiera parigina. Le stanghette presentano una grande T orizzontale che scorre lungo la tempia, mentre le lenti hanno un piccolo logo Tom Ford in caratteri corsivi. Usando molte tinte scure, effetti fumo e lacche, la collezione sembra voler procedere sul sentiero dell’ostentazione. «Questa collezione è forse un po’ più lussuosa di molte di quelle che sono attualmente sul mercato – ha detto Ford – A Gucci abbiamo lanciato l’idea del lusso di massa. Ciò che mi interessa e che farò nell’abbigliamento per uomo e che faccio anche nei profumi, è creare di nuovo un vero lusso. Che vuol dire qualità più elevata, più attenzione ai dettagli, distribuzione ridotta e un prezzo più alto».
Il prezzo del lussoI primi esemplari arriveranno nei negozi alla fine di novembre a prezzi che vanno dai 240 ai 425 dollari. Si prevedono vendite annuali per circa 20 milioni di dollari nel primo anno, mentre alla fine del piano di lancio triennale gli occhiali di Ford si dovrebbero attestare a un terzo delle vendite di uno Chanel o di un Gucci. «Forse ora mi interessa più la sensualità della sessualità – ha detto Ford spiegando la linea – Penso anche che l’eyewear ora, come per altre categorie di prodotti, è in un momento in cui la gente vuole della autenticità; vogliono il valore, non vogliono sentire che si tratta di qualcosa di passeggero, alla moda e vuoto, come molte delle cose che tutti noi nell’industria della moda abbiamo fatto negli anni 90».
Anche se per il grande Tom Ford, lo stilista più celebrato degli anni 90, l’uomo le cui sfilate erano un must per ogni patito della moda, può sembrare una sorta di declino lanciare la propria firma in una bancarella di una fiera, lo stilista si è mostrato molto ottimista, persino in ebollizione. «E’ divertente. Ieri quando sono partito con il primo paio di occhiali che mettevo sul naso con il nome Tom Ford, mi sono reso conto che non era esattamente come la carta da lettere stampata per me; era proprio un prodotto che diceva “Tom Ford!” – ha commentato – In macchina tornando in città ho pensato che era fico. Beh sì, è leggermente diverso!».
Profumi made in Tom FordLa prossima mossa di Ford è il lancio della sua versione rinnovata dalle fragranze di Estee Lauder, a cominciare dal Youth Dew. «Poi sarà il turno del mio marchio – ha anticipato Ford – Ho firmato un accordo per produrre e distribuire cosmetici e profumi Tom Ford a partire dall’autunno 2006. Prima di allora, dal momento che ci vogliono 18 mesi per fare qualcosa di nuovo, mi hanno chiesto di aiutarli a rilanciare un po’ la collezione Estee Lauder, che si chiamerà la Tom Ford Estee Lauder collection» ha sottolineato. Ford lancerà la collezione con Estee Lauder il prossimo mese a New York.
«Amo la moda – ha detto – Mi piace la possibilità di esprimere se stessi, di essere in grado di fare un prodotto e di girare uno spot pubblicitario che ti lancia nel mondo e che ti permette di avere voce nella cultura e nella iconografia contemporanea. Mi sentivo un po’ castrato a non avere voce».
«Per me Gucci è finito, chiuso – ha aggiunto Ford, rifiutando di commentare sui suoi successori – Era un altro capitolo della mia vita; ora è finito. Sto facendo altro». Interrogato sui suoi passi a Holliwwod, Ford, che possiede una abitazione classica dell’architetto Richard Neutra a Los Angeles, ha risposto: «Ho un paio di cose allo studio che spero di poter annunciare presto. Ho sempre visto persone, quando vincono un Oscar, alzarsi e dire che ci sono voluti dieci anni a fare il loro film. E ho sempre pensato che non fosse vero. Ma nel tempo che impieghi per mettere insieme il progetto e organizzare il copione, e trovi i protagonisti e poi magari non sono disponibili perché hanno un altro film, quindi tu perdi i finanziatori perché i protagonisti non sono disponibili e finalmente li metti insieme… È davvero così la logistica di mettere tutto insieme».
In arrivo la moda uomoLo stilista, nato in Texas, è chiaramente desideroso di parlare della sua casa di produzione, sottolineando le ambizioni che stanno dietro la collezione maschile di Tom Ford che debutterà nell’autunno 2006: «Nel creare un impatto, non mi è mai piaciuto fare le cose in piccolo. Perciò nell’abbigliamento per uomo io penso davvero di poter rivaleggiare – e non credo sia una visione egoistica – con Armani e Ralph Lauren in termini di volume. Penso di avere un buon rapporto con i clienti maschi. Mi piacciono i vestiti per uomo. Penso che ci sia una nicchia del mercato tra questi due estremi. E lì io ho una voce forte. Ciò che ho fatto per le donne per tante stagioni era spesso suggerito in quello che facevo per gli uomini prima».
I lettori, e Ralph e Giorgio, sono avvertiti…
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di Gay.com
