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Trieste: politici disertano ‘Giorno Memoria’ gay

Il responsabile Arcigay per la memoria storica delle discriminazioni contro gli omosessuali, Marco Reglia, ha espresso rammarico per l’assenza di politici e istituzioni alle iniziative.

TRIESTE – Il responsabile Arcigay per la memoria storica delle discriminazioni contro le persone omosessuali, Marco Reglia, ha espresso rammarico per l’assenza di politici e istituzioni dalle iniziative dedicate nei giorni scorsi a Trieste dalle associazioni degli omosessuali alla Giornata della memoria, raccolte sotto il titolo di ‘Omocausto’.
“Grande e completa l’assenza delle forze politiche ed istituzionali, sia di maggioranza che di opposizione – ha osservato Reglia, riferendosi in particolare alla mostra sui martiri omosessuali del nazismo inaugurata ieri alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio in Italia – che conferma nei fatti il loro completo scollamento dalla realtà e dai diritti delle persone omosessuali e ribadiscono la paura che ancor oggi hanno nel trattare l’omosessualità da qualsiasi punto di vista”.
Nella nota si sottolinea, poi, che “la medesima mostra verrà inaugurata il 27 gennaio a Lubiana, in Slovenia, dal Presidente della Repubblica di quel Paese, “il che rinforza ancor di più – sottolinea la nota – la percezione di arretratezza delle forze politiche di casa nostra”.
Nell’ occasione, Reglia ha porto le sue scuse alla comunità ebraica per aver programmato la cerimonia nella giornata di sabato, impedendo di fatto, “pur senza dolo”, la partecipazione di suoi esponenti, invitando quanti non hanno potuto essere presenti alla cerimonia di ieri a quella del 27, in Slovenia. Nello stesso giorno, analoghe iniziative saranno inaugurate in varie città italiane.
Alle accuse risponde il vicepresidente del Senato Francesco Moro che, in una nota, a proposito degli omosessuali afferma: “Quando si ricorda l’olocausto si ricordano anche questi poveri disgraziati, mentre Reglia, con questa dichiarazione, sta sporcando l’olocausto che è un’altra cosa, è stato un genocidio. Affermazioni del genere – ha aggiunto il parlamentare – sono una provocazione e un insulto alle manifestazioni sull’ Olocausto, che sono un’altra cosa”.