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Viareggio: fermata delibera per registro unioni

La delibera che istituisce il registro delle coppie di fatto, anche omosessuali, è stata fermata su richiesta del vicensindaco Gianfrancesco Parenti per un supplemento di verifica.

VIAREGGIO – La delibera che istituisce il registro delle coppie di fatto, anche omosessuali, è stata fermata su richiesta del vicensindaco Gianfrancesco Parenti per un supplemento di verifica. L’espopnente della Margherita ha infatti chiesto di poter valutare il testo con tutti i componenti del partito anche attraverso un’apposita commissione che dovrebbe dare il proprio parere nel giro di un paio di settimane.
A lanciare l’idea del registro delle coppie di fatto, in estate, a un dibattito era stata l’assessore al sociale Rossana Rosso. Ma perché l’approvazione non si trasformi in un motivo di rottura, l’amministrazione ha accolto pacificamente la richiesta di Parenti: «Nei confronti di questa delibera – commenta il vicesindaco – non c’è alcun atteggiamento preconcetto da parte della Margherita. Tuttavia, si deve anche comprendere come la Margherita sia un partito multiculturale, con una forte caratterizzazione cattolica. Un argomento come quello dell’istituzione del registro delle coppie di fatto è molto delicato e non per il contesto locale. E’ una questione spinosa anche a livello nazionale».
“Attenzione, rispetto, ma anche preoccupazione”. Così in sintesi Alessio De Giorgi, Presidente Regionale di Arcigay e Pietro Amat, presidente del Comitato Provinciale di Pisa, Lucca e Massa-Carrara a proposito della “pausa di riflessione” che Gianfranco Parenti, neo-vicesindaco della Margherita di Viareggio, ha chiesto per esaminare la proposta di delibera per l’istituzione del registro comunale delle coppie di fatto.
“Abbiamo rispetto per chi, all’interno della Margherita, vuole discutere meglio la delibera comunale – dichiara Alessio De Giorgi – ed abbiamo stamani dato la nostra piena disponibilità a collaborare con tutti quei partiti che, in qualunque schieramento politico, vogliano approfondire un argomento che capiamo possa essere delicato per i cattolici, proponendo relatori della stessa area politica e chiedendo noi stessi un incontro. Dal nostro punto di vista, non possiamo che sottolineare il carattere fortemente simbolico dell’istituzione del Registro, che crea dibattito sul tema della dignità delle coppie non sposate e delle coppie omosessuali in una città in cui la presenza della comunità glbt (gay, lesbica, bisessuale e transessuale) è evidente e forte”.
“Da parte della comunità omosessuale – conclude Pietro Amat -, posso comunque esprimere una certa apprensione per la situazione. Il comune viareggino, infatti, si è sempre dimostrato molto attento alla difesa dei diritti di cittadinanza, ed è anche grazie a Enti Locali come questi che la Toscana rappresenta un modello per tutta l’Italia. Non vorremmo però che la fondata richiesta del vicesindaco diventi una battuta d’arresto per l’istituzione del registro, che sarebbe un ulteriore segnale di chiusura nel dialogo che in questi anni si sta lentamente costruendo tra le istituzioni e le realta’ sociali toscane. Chiediamo quindi che la Margherita consulti anche chi, come Arcigay, difende da 15 anni i diritti delle minoranze.”