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	<title>Giovani &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Giovani &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>La pubblicità gay per le festività natalizie della catena americana Nordstrom</title>
		<link>https://archivio.gay.it/nordstrom-pubblicita-gay-natale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Semenzato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 11:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Maturi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[La Nordstrom ha ricevuto critiche dal website American Thinker per aver esposto la pubblicità ad un pubblico troppo "innocente", ma la Human Rights Campaign la sostiene al 100%]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nordstrom_pubblicita_gay-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La pubblicità gay per le festività natalizie della catena americana Nordstrom - Nordstrom pubblicita gay 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nordstrom_pubblicita_gay-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nordstrom_pubblicita_gay-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>La catena di distribuzione americana <strong>Nordstrom</strong> (la cui principale concorrente è <strong>Bloomingdales</strong>) ha sfornato una (bellissima) <strong>pubblicità gay per le festività natalizie</strong>.</p>
<p>La pubblicità di <strong>Nordstrom</strong> ha come titolo &#8220;<em>The Homecoming</em>&#8221; (il ritorno a casa) e fa parte della campagna <strong>Nordstrom&#8217;s </strong><em><strong>Home. Heart. Holiday</strong>.</p>
<p></em>La <strong>Nordstrom</strong> ha ricevuto molte critiche dal website <em><strong>American Thinker</strong> </em>per aver esposto la loro pubblicità ad un pubblico troppo &#8220;innocente&#8221;, all&#8217;interno di programmi che guarderebbero anche i bambini, ma ha guadagnato un <strong>punteggio del 100% dalla Human Rights Campaign per la guida dei compratori</strong>.</p>
<p>Quelli di <em><strong>American Thinker</strong></em>, e non solo, forse non sanno che i bambini sono i più facili da educare? Basta insegnare loro che ciò che vedono fa parte della normalità e loro assimileranno tranquillamente quella data cosa come normale e ordinaria.</p>
<p>Il vero problema sono gli adulti!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mamma di Chieti contro il bullismo omofobo si rivolge al legale</title>
		<link>https://archivio.gay.it/mamma-di-chieti-contro-il-bullismo-omofobo-si-rivolge-al-legale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ragazzo abruzzese bersaglio dei bulli. La scuola è indifferente ma la mamma reagisce]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola-bullismo-omofobia-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Mamma di Chieti contro il bullismo omofobo si rivolge al legale - scuola bullismo omofobia base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola-bullismo-omofobia-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola-bullismo-omofobia-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Teatro della vicenda è l’istituto comprensivo Galilei di San Giovanni Teatino, una scuola in provincia di Chieti. La vittima è un <strong>ragazzino residente a Pescara</strong> che lì frequenta le scuole elementari. Non sappiamo se il ragazzo sia gay, ma in realtà questo poco importa: il quotidiano abruzzese &#8220;Il Centro&#8221;, che ha dato la notizia , lo descrive come un ragazzo dai tratti &#8220;gentili&#8221;. E così, negli anni scorsi, in terza e quarta elementare, più volte era già stato bersaglio di alcuni bulli della scuola, ma &#8211; come a volte accade &#8211; finchè si trattava di qualche parola di troppo, la mamma aveva ritenuto che non fosse il caso di intervenire. <strong>Per il momento.</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Mamma di Chieti contro il bullismo omofobo si rivolge al legale - omofobiascuolaSF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofobiascuolaSF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Perché, all&#8217;inizio della quinta elementare, da qualche parola di troppo <strong>i bulli sono andati oltre</strong>. Epiteti, ingiurie, scherni, pugni e dispetti continui (perfino uno sputo in faccia) che a casa, finché si è potuto, hanno sempre incoraggiato a superare, pur segnalando ogni volta la cosa alle insegnanti, finchè  il ragazzo si è visto tagliare per quattro giorni di seguito il libro, un quaderno, il diario e un altro libro. «Il primo giorno ho cercato di minimizzare», racconta la madre al quotidiano abruzzese, &#8220;sperando di non ripiombare nel dramma dei mesi precedenti e di poter riuscire a finire la quinta elementare, il secondo giorno pure, il terzo giorno, quando lo sono andato a riprendere e l’ho visto uscire <strong>con le lacrime agli occhi</strong> dicendomi che gli avevano tagliato il quaderno con le forbici, me la sono presa con l’insegnante che prima ha detto che non aveva visto niente e poi, interpellando i bambini, che se l’era fatto da solo. <strong>La cosa assurda è che poi è successo di nuovo</strong>: gli hanno tagliato venti pagine del libro nuovo d’inglese e la scuola mi ha chiamato alle 10,20 dicendomi che mio figlio aveva vomitato quattro volte. E a quel punto non ci ho visto più&#8221;.</p>
<p>La mamma si è così rivolta alla <strong>dirigente scolastica</strong>, ma la reazione &#8211; come purtroppo ancora spesso accade &#8211; non è stata esattamente quella che lei si aspettava: &#8220;Mi ha aggredito immediatamente», riferisce, dicendomi che se non mi stava bene potevo cambiare scuola a mio figlio. E mi ha sbattuto il telefono in faccia&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Mamma di Chieti contro il bullismo omofobo si rivolge al legale - miur omofobia scuola4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/miur_omofobia_scuola4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>È a quel punto che la mamma decide di rivolgersi ai <strong>carabinieri </strong>e il 24 settembre va a denunciare &#8220;il bullismo e gli atti persecutori&#8221; nei confronti del suo bambino di 10 anni. Una denuncia circostanziata in cui la donna rimarca quello che forse le ha fatto più male: &#8220;Sia i compagni di classe che le maestre di volta in volta presenti in classe avrebbero riferito di non aver visto i responsabili di tali atteggiamenti&#8221;. E ancora: &#8220;Lo scorso anno mio figlio ha fatto <strong>tantissime assenze</strong> a causa del suo rifiuto a recarsi a scuola; in più, quando andava a scuola, molto spesso mi vedevo costretta ad andare a riprenderlo prima della fine dell’orario delle lezioni perchè accusava malori di vario genere&#8221;. Di qui la richiesta della verifica dei fatti e l’ipotesi, su cui sta riflettendo con il suo avvocato, di <strong>chiedere il risarcimento dei danni</strong> provocati al bambino che, non volendo più mettere piede in quella classe, <strong>ha cambiato scuola</strong>, lasciando a malincuore solo una delle tre maestre.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Mamma di Chieti contro il bullismo omofobo si rivolge al legale - miur omofobia scuola - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/miur_omofobia_scuola.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ed è proprio sul comportamento delle insegnanti che insiste il legale della famiglia, l’avvocato <strong>Liborio Romito</strong> che nella comunicazione inviata alla scuola, al sindaco di San Giovanni Teatino e ai servizi scolastici del Comune, dopo aver sintetizzato i fatti già esposti nella denuncia, rimarca: &#8220;A nulla sono valse le reiterate proteste della signora rivolte sia nei confronti dei docenti che della dirigenza scolastica&#8221;. E ancora: &#8220;Le condotte attuate dal personale docente e da quello dirigenziale appaiono <strong>di particolare gravità</strong> sia perché non hanno permesso al piccolo di godere serenamente del proprio diritto all’istruzione, sia perché hanno determinato in capo al minore danni alla propria sfera soggettiva, sia perché non sono state idonee a reprimere i deprecabili atti di bullismo e ad infondere ai singoli responsabili, bambini anche loro, quei sani principi di cui una scuola dell’obbligo dovrebbe farsi carico.&#8221; </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Mamma di Chieti contro il bullismo omofobo si rivolge al legale - gender scuola tempi copertina BS - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/gender-scuola-tempi-copertina-BS.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Con buona pace di chi, quotidianamente, si batte con ogni forza contro ogni tentativo del Ministero e delle associazioni lgbt di portare la cultura dell&#8217;integrazione, dell&#8217;accettazione delle differenze e della lotta contro ogni forma di bullismo nella scuola italiana.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Potendo, sceglieresti di essere eterosessuale? &#8211; VIDEO</title>
		<link>https://archivio.gay.it/potendo-sceglieresti-eterosessuale-video</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 15:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[comunità lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[eterosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Le risposte della comunità Lgbt alla domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/lesbocover8.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Potendo, sceglieresti di essere eterosessuale? - VIDEO - lesbocover8 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/lesbocover8.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/lesbocover8-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>&#8220;<em>Potendo scegliere, vorresti essere eterosessuale</em>?&#8221;</p>
<p>È la domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti. Sperando che questo video vi faccia riflettere, non vogliamo esprimerci, ma semplicemente suggerirvi che, dal momento che non chiediamo altro che gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, <strong>in una società realmente inclusiva la domanda non si sarebbe posta</strong>.</p>
<p>Fateci sapere la vostra opinione!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E&#8217; tempo di coming out! Anzi, è il coming out day!</title>
		<link>https://archivio.gay.it/e-tempo-di-coming-out-anzi-e-il-coming-out-day</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coming out]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica si festeggia in tutto il mondo il coming out day: la bella iniziativa italiana]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coming-out-day-2015-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="E&#039; tempo di coming out! Anzi, è il coming out day! - coming out day 2015 base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coming-out-day-2015-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coming-out-day-2015-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Domenica 11 ottobre si festeggia in tutto il mondo il &#8216;<strong>Coming Out Day</strong>&#8216;, la giornata internazionale che ogni anno la comunità LGBT dedica al coming out dal 1988 in occasione del primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay, tenutasi appunto l&#8217;11 ottobre 1987. Ed anche <strong>l&#8217;Italia fa la sua parte</strong>, con una bella iniziativa di <strong>Arcigay Giovani</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="E&#039; tempo di coming out! Anzi, è il coming out day! - coming out day 2015 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coming-out-day-2015-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La campagna è tutta sul web e virale ed indirizzata ovviamente alla popolazione più giovane e si apre con questo testo: &#8220;Preparate le orecchie: abbiamo qualcosa da dirvi! “Coming Out” é un’espressione che è molto di più di due parole anglofone. Il coming out è una dichiarazione, un momento fondamentale in cui persone lesbiche, gay, bisessuali, trans decidono di vivere una vita “fuori”. Da cosa? <strong>Fuori dalla chiusura, respirando all’aria aperta</strong>, parlando in maniera libera della loro identità e del percorso contro la discriminazione che subiscono per il loro orientamento sessuale e identità di genere. Un passo forte,</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="E&#039; tempo di coming out! Anzi, è il coming out day! - coming out day 2015 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coming-out-day-2015-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>delicato, necessario: un’affermazione che dice -questa persona sono io e voglio vivermi liberamente-. Il coming out coinvolge la persona che lo fa e chi la circonda: il ricevente del messaggio, nel momento in cui lo ascolta produce una comunicazione (feedback) e diventa parte integrante di quel coming out. <strong>Il nostro coming out è importante per noi, e lo è anche per voi. </strong>Quindi preparatevi ad ascoltarci!&#8221;</p>
<p><strong>Si puó partecipare alla campagna in due modi</strong>:<br />
&#8211; <strong>cambiando l&#8217;immagine</strong> su Facebook / Twitter tramite questo link https://twibbon.com/Support/hoqualcosadadirvi<br />
&#8211; <strong>registrare il proprio tweet/stato fb</strong> che verrà pubblicato l&#8217;11 ottobre tramite questo link https://www.thunderclap.it/projects/32607-gridiamolo-tutt-assieme </p>
<p>E&#8217; stato allestito anche un interessante guida  al coming out.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Negli USA studentessa lesbica afferma i propri diritti con una t-shirt</title>
		<link>https://archivio.gay.it/negli-usa-studentessa-lesbica-afferma-i-propri-diritti-con-una-t-shirt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[E' successo in una scuola del South Carolina: contestata dalla preside, alla fine ha vinto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/brianna-popour-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Negli USA studentessa lesbica afferma i propri diritti con una t-shirt - brianna popour base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/brianna-popour-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/brianna-popour-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>I diritti vincono contro la discriminazione</strong>, dopo che a una studente è stato consentito dalla propria scuola di indossare una maglia con su scritto che lei è lesbica.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Negli USA studentessa lesbica afferma i propri diritti con una t-shirt - brianna popour 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/brianna-popour-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Brianna Popour</strong>, una studentessa apertamente lesbica della Chesnee High School di Chesnee, nel South Carolina, era stata allontanata dalla classe dal dirigente scolastico e mandata a casa per aver indossato una t-shirt con su scritto &#8220;Nobody knows I&#8217;m a lesbian&#8221; (Nessuno sa che sono lesbica). Il dirigente scolastico aveva ritenuto la sua camicia dirompente e, nelle dichiarazioni ai media, aveva poi insistito affermando che l&#8217;indumento era &#8220;offensivo e distrattivo&#8221;.</p>
<p>In seguito all&#8217;accaduto è intervenuta l&#8217;organizzazione <strong>Lambda Legal</strong>, la più grande e storica organizzazione giuridica statunitense per il pieno riconoscimento dei diritti civili di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e sieropositivi/e (come l&#8217;italiana Rete Lenford), inviando una lettera al dirigente scolastico, Thomas Ezell. Nella stessa, Lambda Legal delineava il precedente giuridico a sostegno del diritto di Brianna a vestire la maglia. In particolare, nella lettera veniva citato il Primo Emendamento, che tutela i diritti di Brianna, avvertendo che qualsiasi interferenza con tali diritti era illegale. Il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti sancisce, infatti, tra le altre cose la totale libertà di espressione da parte degli individui a prescindere dalla sostanza dei contenuti da essi espressi.</p>
<p>A quel punto, Ezell ha fatto velocemente marcia indietro, consentendo a Brianna d&#8217;indossare la camicia, scusandosi e impedendo qualsiasi azione disciplinare nei suoi confronti.</p>
<p>“<strong>Sono così felice di poter portare la mia t-shirt</strong>. Troppi/e studenti gay e lesbiche si vergognano di quello che sono e sono contenta che la scuola non contribuirà a che questo non continui ad accadere”, ha detto Brianna Popour “La mia camicia è solo un&#8217;espressione di chi sono” ha continuato “e spero che la scuola aiuterà altri/e studenti che, come me, sanno che possono essere pubblicamente orgogliosi/e di quello che sono”.<br />
Dell&#8217;organizzazione Lambda Legal risponde l&#8217;avvocata Tara Borelli: &#8220;Ci congratuliamo con la scuola per aver cambiato la sua posizione, ma questo è anche un avviso per dirigenti scolastici in tutto lo stato: le scuole dovrebbero essere nel mercato della creazione di un ambiente sicuro e di sostegno per tutti/e gli/le studenti, senza calpestare il loro diritto a esprimersi sinceramente”,</p>
<p>Il South Carolina è uno degli otto stati con una legge che limita la discussione sui diritti gay e lesbiche in alcuni programmi di studio. La legge statale non limita il confronto tra studenti, ma lo impedisce di discutere di relazioni lesbiche o gay nei programmi scolastici di educazione sanitaria, se non esclusivamente nel contesto delle malattie sessualmente trasmissibili. Gli USA ci insegnano che dopo la legge sui matrimoni, ci sono ancora molti passi avanti da fare per adeguare la cultura ma tutto è possibile.</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni o eventuali denunce</strong>, il sito di Lambda Legal https://www.retelenford.it /, avvocatura per i diritti LGBTI.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/studente-non-entra-in-classe-perche-gay-denuncia-monza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori LGBTQ]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti LGBTQ]]></category>
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					<description><![CDATA[Succede a Monza in una scuola paritaria e lo denuncia sua madre. Le reazioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola_religione-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&quot; - scuola religione 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola_religione-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola_religione-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Lasciato per ore fuori dalla classe</strong>, in corridoio, mentre i suoi compagni fanno lezione perchè deve essere punito: la &#8220;colpa&#8221; di <strong>Charlie </strong>(nome di fantasia), un ragazzo di 16 anni di Monza, è una <strong><a href="https://www.gay.it/scuola-monza-no-foto-gay-facebook-fumare-si-puo" rel="nofollow noopener" target="_blank">foto scattata</a>  insieme ad un ragazzino del suo stesso sesso, abbracciati ed a petto nudo</strong>. Succede alla scuola cattolica di Monza Ecfop. Ma la mamma ha chiamato i carabinieri: &#8220;Mio figlio viene discriminato perchè e gay e questo non è giusto&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&quot; - scuola cattolica - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola_cattolica.jpeg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Charlie (il nome utilizzato da Il Giornale di Monza, che ha reso nota la vicenda, è di fantasia) sta nel corridoio, da solo, mentre i suoi compagni sono in classe a seguire la lezione, come è naturale che accada. <strong>A stare fuori nel corridoio, lontano dai suoi compagni, glielo ha intimato il direttore dell&#8217;Ecfop</strong>, la scuola di formazione professionale di matrice cattolica che Charlie frequenta dall&#8217;anno scorso: il ragazzo infatti è giovanissimo, ha solo 16 anni. E così da mercoledì passa il suo tempo nel corridoio, a scuola sì ma senza poter entrare in classe. E Giovedì la mamma, dopo aver scoperto la situazione anche per delle foto che il figlio le ha mostrato, non ci ha pensato due volte ed ha chiamato i Carabinieri ed alcuni giornalisti.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&quot; - scuola monza - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scuola-monza.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&#8220;<strong>Mio figlio viene discriminato così perchè è gay</strong>&#8220;, ha dichiarato all&#8217;arrivo dei colleghi della carta stampata. &#8220;Gli insegnanti mi dicono che è bravo, aveva l&#8217;insufficienza solo in inglese e l&#8217;ha recuperata, i suoi unici problemi sono comportamentali&#8221;, racconta la mamma. Charlie infatti è un ragazzino un po&#8217; esuberante: &#8220;Ma per la scuola il problema è che lui è gay dichiarato: quando ho chiesto come mai fosse in corridoio, mi hanno spiegato che è per via di una <a href="https://www.gay.it/scuola-monza-no-foto-gay-facebook-fumare-si-puo" rel="nofollow noopener" target="_blank">fotografia pubblicata su Instagram</a>  nella quale mio figlio è nudo assieme ad un altro ragazzo&#8221;. <strong>Nello scatto i ragazzi sono ritratti nudi dalla vita in su</strong>, ma il resto è chiaro: &#8220;Si tratta di una fotografia scattata questa estate e messa sui social che qualche altro compagno di classe deve aver mostrato agli insegnanti, ma non capisco dove stia il problema&#8221;, commenta la mamma.</p>
<p>Dopo l’allarme lanciato giovedì dai genitori del ragazzo, il <strong>direttore dell’istituto</strong>, interpellato dal Giornale di Monza, si è limitato a rispondere con un breve comunicato: “Vi assicuriamo che non facciamo discriminazioni sessuali né razziali. La nostra attenzione – si legge nella nota – è alla formazione professionale dei giovani, seguendo il dettame della pastorale sociale della Chiesa cattolica”. Mentre a Monza Today , un quotidiano online della città lombarda, <strong>ha spiegato di averlo fatto per aiutarlo</strong>. E non per discriminarlo. Lo avrebbe messo fuori dall’aula per “tutelarlo”. &#8220;<strong>Tutte le decisioni adottate sono state fatte nell&#8217;esclusivo interesse del ragazzino</strong>”, ha spiegato il dirigente scolastico. “In ogni caso &#8211; ha specificato, ammettendo che una ‘discriminazione’ c’è stata &#8211; non è stato tenuto in corridoio, ma in uno spazio apposito proprio per tutelarlo rispetto a quello che stava accadendo in classe&#8221;.</p>
<p>E oggi, il quotidiano brianzolo ha <strong>pubblicato la lettera della mamma rivolta al Preside</strong>. “Chi vigila su mio figlio mentre è fuori da solo? E’ questa l’accoglienza di cui si parla nell’Ecfop? Lei preferisce forse che io trasferisca mio figlio in un’altra scuola, così da non avere più noie da parte sua? Attendiamo una risposta scritta”.</p>
<p>&#8220;Se il caso di discriminazione denunciato dalla madre &#8211; spiega il sindaco di Monza, <strong>Roberto Scanagatti</strong> &#8211; dovesse essere confermato sarebbe un fatto di una gravità inaudita, di cui la scuola dovrà rispondere, perché nessuna discriminazione è mai accettabile, tanto più in un luogo deputato alla formazione dei giovani&#8221;. Il primo cittadino evidenzia che &#8220;Poco prima che emergesse la notizia, la madre si è rivolta ai nostri servizi sociali per segnalare l’accaduto. Pur non essendo il ragazzo sotto la nostra tutela, i nostri uffici hanno immediatamente contattato la scuola perché è giusto che la madre sappia esattamente ciò che è successo&#8221;. Per M5S Lombardia la vicenda, &#8220;se confermata, è molto grave e merita tutta l’attenzione dell’Assessorato regionale all’Istruzione che deve e può intervenire, oltre che con verifiche e controlli, per ribadire che la scuola lombarda si riconosce nei principi costituzionali della non discriminazione&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&quot; - zan parlamento2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/zan_parlamento2.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Immediata la reazione del deputato padovano <strong>Alessandro Zan</strong> (PD), gay dichiarato: &#8220;A Monza, in un ente cattolico di formazione professionale riconosciuto dalla Regione Lombardia, un ragazzo di sedici anni verrebbe lasciato per ore fuori dalla classe perché gay. Una vicenda che, se confermata, risulterebbe di una gravità inaudita, poiché sottoporrebbe il minore a un trattamento degradante e discriminatorio, violando il suo diritto all’educazione ma ancor prima la sua libertà e dignità. Ho informato con un&#8217;interrogazione i Ministri dell’Interno e per gli Affari regionali dell’accaduto affinché venga subito disposto un accertamento nell&#8217;istituto, al fine di individuare e perseguire comportamenti intollerabili che contrastano con i più elementari diritti umani.&#8221;</p>
<p>La deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia, <strong>Elena Centemero</strong>, annuncia che presenterà &#8220;quanto prima un&#8217;interrogazione parlamentare affinché il Miur faccia chiarezza su quanto denunciato dal padre di un ragazzo che, in un istituto di Monza, sarebbe stato costretto a restare fuori dalla classe perché omosessuale e affinché lo stesso istituto possa chiarire quanto realmente avvenuto. Si faccia, quindi, chiarezza sia per il rispetto del ragazzo sia per il valore educativo che la scuola ha&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&quot; - Rosaria Iardino BS - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Rosaria-Iardino-BS.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>«È assurdo quello che leggo sulla stampa odierna. Un ragazzo costretto a seguire le lezioni dal corridoio solo perché è gay. Succede a Monza, nel 2015, non in un qualche sperduto paese del sud del mondo in epoca medievale!», scrive in una nota <strong>Rosaria Iardino</strong>, Consigliera delegata alle Pari Opportunità in Città metropolitana a Milano e Consigliera comunale per il Partito Democratico. «Chiederò immediatamente conto al mio omologo brianzolo e domanderò ufficialmente un’ispezione nella scuola incriminata», aggiunge Iardino.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Mio figlio non può entrare in classe perchè gay&quot; - romani - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/romani.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>«È un fatto gravissimo, inconcepibile, per il quale chiediamo l’intervento fermo e severo del Miur», dichiara <strong>Flavio Romani, presidente di Arcigay</strong>. «Spetta infatti al Ministero &#8211; prosegue Romani &#8211; inviare tempestivamente i propri ispettori. Qualora le circostanze fossero confermate, e il modo in cui il dirigente scolastico rivendica i suoi provvedimenti pare lasciare pochi dubbi, sarebbero doverose l’immediata interruzione di qualsiasi forma di accreditamento pubblico e l’applicazione di qualsiasi strumento per sanzionare una pratica discriminatoria grave, perché violenta nel messaggio e estremamente dannosa. Non esiste alcun catechismo che in Italia valga più della nostra Carta costituzionale».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sono le Unioni Civili? E cosa ne pensate?</title>
		<link>https://archivio.gay.it/unioni-civili-cosa-sono-cosa-ne-pensate-smemoranda-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 08:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio della popolare Smemoranda tra i giovani. E le cose non vanno male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/smemoranda-unioni-civili.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cosa sono le Unioni Civili? E cosa ne pensate? - smemoranda unioni civili - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/smemoranda-unioni-civili.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/smemoranda-unioni-civili-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>L&#8217;agenda Smemoranda conduce un viaggio tra i giovani per sapere cosa sono e cosa ne pensano delle unioni civili. E le cose non vanno affatto male.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un corto contro le leggi antigay in Russia: al via il crowdfunding</title>
		<link>https://archivio.gay.it/un-corto-contro-le-leggi-antigay-in-russia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/un-corto-contro-le-leggi-antigay-in-russia</guid>

					<description><![CDATA[Al via una raccolta fondi per realizzare Pyotr495, un film horror contro le leggi di Putin]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piotr495_1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Un corto contro le leggi antigay in Russia: al via il crowdfunding - piotr495 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piotr495_1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piotr495_1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Un corto contro le leggi antigay in Russia: al via il crowdfunding - piotr495 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piotr495_3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Scritto e diretto dal regista canadese Blake Mawson, <strong>Pyotr495 è un cortometraggio in lingua russa</strong>. Ambientato a Mosca nel 2014, il presidente Vladimir Putin ha già invaso la Crimea e reso la Russia una società violentemente omofobica, attraverso la recente promulgazione della legge contro la propaganda gay che tanto &#8211; ma mai abbastanza &#8211; ha fatto discutere il mondo e &#8211; ancor meno &#8211; mobilitato la comunità lgbt internazionale. </p>
<p>Pyotr è un gay sedicenne, preso di mira da un gruppo ultranazionalista noto per i rapimenti e gli attacchi violenti. Scegliendolo come loro obiettivo, i suoi aggressori non si rendono conto che loro stessi ne sono attratti ed incuriositi. Presentando la storia come un film horror, il pubblico viene sfidato a chiedere a se stesso cosa è più spaventoso, se un po&#8217; di scene sanguinarie o l&#8217;odio e la mancanza di accettazione nella nostra società nel 2015.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Un corto contro le leggi antigay in Russia: al via il crowdfunding - piotr495 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piotr495_2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Al fine di rendere questo progetto una realtà, <strong>il team ha lanciato una campagna di Indigogo per raccogliere i 30.000 dollari necessari</strong>. Nel suo appello, Mawson ha spiegato la particolare importanza di un film come Pyotr495:</p>
<p><em>&#8220;Ogni giorno, le persone sono picchiate, terrorizzate, imprigionate e uccise in tutto il mondo unicamente a causa del loro genere o delle loro preferenze sessuali. Come abbiamo visto nel corso dei giochi olimpici 2014, il presidente russo Vladimir Putin continua a diffamare le persone gay come predatori sessuali e chiude un occhio quando queste vengono rapite e torturate. In Nigeria, folli hanno cominciato a picchiare selvaggemente le persone gay e trans per fare &#8220;pulizia nella loro comunità&#8221;. A Istanbul, in Turchia, il Gay Pride di quest&#8217;anno è stata accolto con una pioggia di proiettili di gomma, spray al pepe e cannoni ad acqua dalla polizia locale. In molte parti del mondo, abbiamo ancora molta strada da fare prima di poter affermare che il genere o l&#8217;identità sessuale non definisce più il valore di una persona.<br />
Si tratta di un momento cruciale nella lotta per i diritti dei gay di tutto il mondo, e con il vostro sostegno, saremo in grado di finire questo film e utilizzare il genere horror per far conoscere ad un pubblico più vasto la legge contro la propaganda gay e questi tipi di attacchi violenti, in un modo che pensiamo possa essere efficace. &#8220;</em></p>
<p><strong>Mancano ancora 16 giorni</strong> per completare la raccolta fondi sulla piattaforma di crowfunding Indiegogo : dei 30.000 dollari necessari alla realizzazione del film, ne sono già stati raccolti oltre il 10%. <strong>Gay.it, insieme ad altri siti internazionali, volentieri aderisce all&#8217;appello del regista canadese</strong> e invita i suoi lettori a fare altrettanto, affinché alla legge contro la propaganda gay si risponda&#8230; con la propaganda gay.</p>
<p><strong>Ecco il trailer del film</strong>:</p>
<p><iframe src="https://www.gay.it/videoplayer/video/GCUCE2WWUX" width="600" height="337" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guide scout gay e trans nell&#8217;esercito: in Usa cadono gli ultimi tabù</title>
		<link>https://archivio.gay.it/guide-scout-gay-transgender-esercito-tabu-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Militare]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/guide-scout-gay-transgender-esercito-tabu-usa</guid>

					<description><![CDATA[Ancora passi avanti verso l'uguaglianza, anche nelle forze armate e nell'associazioniamo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boy_scout_gay-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Guide scout gay e trans nell&#039;esercito: in Usa cadono gli ultimi tabù - boy scout gay 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boy_scout_gay-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boy_scout_gay-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Guide scout gay e trans nell&#039;esercito: in Usa cadono gli ultimi tabù - boy scout gay1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boy_scout_gay1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Dopo la storica sentenza della Corte Suprema sul matrimonio egualitario, cadono altri due tabù storici. Il primo riguarda l&#8217;associazionismo e nello specifico i Boy Scout of America, spesso al centro di polemiche <a href="https://archivio.gay.it/si-ai-boy-scout-gay-negli-usa-ma-rimane-il-divieto-per-i-capi">per la chiusura nei confronti di possibili vertici dichiaratamente omosessuali</a> . Ora, però, il comitato esecutivo dell&#8217;associazione ha approvato all&#8217;unanimità una risoluzione che consente alle squadriglie di scegliere il loro leader a prescindere dall&#8217;orientamento sessuale.<br />
Di fatto, il comitato non fa che prendere atto di una realtà già esistente: molte unità locali avevano già adottato questa politica, senza curarsi dei divieti dei vertici che rispondevano ai diktat delle gerarchie cattoliche e battiste. La decisione del comitato esecutivo, però, fa di questa scelta una politica ufficiale dell&#8217;associazione che segna la fine di qualsiasi discriminazione all&#8217;interno dell&#8217;associazione.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Guide scout gay e trans nell&#039;esercito: in Usa cadono gli ultimi tabù - manning transF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manning_transF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L&#8217;altro tabù cade, invece, nell&#8217;esercito. Abolito, infatti, il Don&#8217;t Ask Don&#8217;t Tell rimaneva ancora il divieto per le persone trans di entrare a far parte delle forze armate statunitensi.<br />
Secondo quanto riporta l&#8217;agenzia di stampa Associated Press, il Pentagono avrebbe deciso di eliminare il divieto. L&#8217;annuncio ufficiale è atteso entro la settimana. Il primo effetto e, a quanto pare, anche lo scopo immediato della decisione, sarebbe quello di impedire che le persone trans che già vestono la divisa (si stima siano 15.000) siano costrette ad abbandonare la carriera militare. Lo scorso giugno, in occasione delle celebrazioni per il mese dell&#8217;orgoglio gay volute da Obama alla Casa Bianca, Ash Carter, ministro della Difesa, aveva dichiarato: &#8220;Vogliamo arrivare ad un punto in cui nessuno presta servizio in silenzio e dove trattiamo tutti i nostri soldati, marinai, avieri e Marine con la dignità e il rispetto che meritano&#8221;.<br />
Il caso più noto è forse quello di Chelsea Manning, entrata nell&#8217;esercito quando si chiamava ancora Bradley e diventata famosa per essere stata la whistleblower che ha passato a Wkilieaks migliaia cablogrammi segreti e, per questo <a href="https://archivio.gay.it/manning-dal-carcere-voglio-diventare-donna-chiamatemi-chelsea">condannata a 35 anni di reclusione per alto tradimento.</a> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bullismo omofobico esiste e questo libro lo dimostra</title>
		<link>https://archivio.gay.it/il-bullismo-omofobico-esiste-e-questo-libro-lo-dimostra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti LGBTQ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/il-bullismo-omofobico-esiste-e-questo-libro-lo-dimostra</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio sul linguaggio giovanile nel libro di Dario Accolla rivela la realtà scolastica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/libro_dario_omofobia-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Il bullismo omofobico esiste e questo libro lo dimostra - libro dario omofobia 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/libro_dario_omofobia-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/libro_dario_omofobia-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Il bullismo omofobico esiste e questo libro lo dimostra - libro dario omofobia1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/libro_dario_omofobia1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Da circa 660 giorni <strong>la legge contro l’omofobia giace dimenticata in Commissione Giustizia del Senato</strong>. Tra le stanze di Palazzo Madama solo alcuni echi delle voci insensate di quei detrattori che rinnegano l’esistenza di quel fenomeno che, almeno una volta nella propria vita, tutte le persone LGBT hanno sperimentato: l’omofobia.<br />
Un fenomeno, quello dell&#8217;omofobia, che <strong>assume i connotati del mostro quando lo scenario in cui si manifesta è quello delle aule scolastiche</strong>, con buona pace di chi tenta di impedire in tutti i modi l&#8217;introduzione dell&#8217;educazione alle differenze nella scuola pubblica. Ed è proprio sul fenomeno del bullismo omofobico che si concentra <strong>l&#8217;ultima fatica editoriale di Dario Accolla</strong>, linguista, blogger, scrittore e anche insegnante, da poco andata alle stampe.<br />
Per dare un nome e un cognome a questa omofobia rinnegata dai movimenti anti-gay, Accolla ha condotto una lunga e faticosa ricerca linguistica tra gli studenti delle scuole italiane da nord e sud.<br />
<strong>“Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile”</strong> (Villaggio Maori Edizioni , 2015, 196 pagine, 15 euro ), è un’opera che saprà sicuramente far parlare di sé, che mette in luce come gli adolescenti percepiscano in modi nettamente diversi l’omosessualità e la transessualità e come esistano numerosi modi (nel bene e nel male) di definire l’omosessualità e la transessualità nel linguaggio giovanile. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Il bullismo omofobico esiste e questo libro lo dimostra - libro dario omofobia2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/libro_dario_omofobia2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La trattazione inizia dai fondamenti storico-culturali dell’omofobia, partendo dalla sua genesi e dalla sua evoluzione, per poi <strong>passare alla ricerca sull&#8217;attualità tramite una raccolta di dati</strong> ottenuti grazie ad un questionario anonimo somministrato ad una popolazione di adolescenti dai 13 ai 20 anni, e terminare con la descrizione del quadro che i dati definiscono e con quello che, quotidianamente, nelle scuole si tenta di fare per contrastare il fenomeno.<br />
<strong>Nove le città coinvolte:</strong> Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Cagliari.<br />
Il test segue indicazioni metodologiche di studi precedenti ed è stato somministrato online ad un campione selezionato attraverso una serie di stringenti criteri, come l’età e l’aver frequentato la scuola nelle città prescelte. Ai fini dell’analisi socio-linguistica <strong>si è tenuto conto anche di scritture spontanee</strong> rivenute in forum di discussione sul web come Facebook o Ask.com. Su un totale di 333 questionari somministrati, 172 sono stati sottoposti a studenti nel Nord Italia (51,65%), 74 al Centro (22,22%) e 87 al Sud (26,13%). Precisiamo che questi dati sono frutto di una nostra aggregazione e che nel volume vengono riportati distinti per aree geografiche più specifiche. <strong>Venti le domande proposte </strong>per classificare il campione e trovare corrispondenze tra età e provenienza territoriale e sociale. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Il bullismo omofobico esiste e questo libro lo dimostra - bullismo scuola gassman - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bullismo_scuola_gassman.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Abbiamo scelto di non dilungarci troppo sulle modalità di somministrazione dei test, lasciando al lettore il piacere della scoperta, in quanto l’autore riesce a riportare lo svolgimento, i criteri e i presupposti in maniera tanto dettagliata quanto semplice.<br />
Vogliamo piuttosto concentrarci sulla tesi che l’autore fa sua nel libro e che supporta in maniera abbastanza accurata, cioè che<strong> la parola è poietica e quindi creatrice, oltre che descrittrice, della realtà</strong>. Questo è uno dei presupposti della ricerca. E sebbene la fetta di popolazione considerata possa apparire ad un occhio inesperto come poco rilevante e far ritenere che alcune forme linguistiche meno frequenti siano irrilevanti o poco diffuse, come sostiene Accolla, <em>se un fenomeno linguistico si manifesta, esiste</em>. Se esiste, aggiungiamo noi, interpretando alcuni risultati della ricerca, si insinua latente nei meandri della coscienza e falsa la percezione che si ha di sé, dell’altro e del mondo in generale. Corrode la capacità critica dell’individuo, corrompe la corretta visione del mondo, <strong>porta a pregiudizi e stereotipi e irrompe al di fuori quando si è di fronte al “diverso”</strong>. Sin da piccoli gli individui si ritrovano ad assorbire pregiudizi e stereotipi di genere e li cristallizzano nella coscienza, imparando quale sia la sessualità considerata normale e quale sia quella, invece, vista come al di fuori della norma. Per anni vivono conoscendo solo la distinzione binaria “maschio-femmina” in chiave eterosessuale,<strong> assumendo che sia l’unica possibile. </strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Il bullismo omofobico esiste e questo libro lo dimostra - bullismo omofobico gassman - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bullismo_omofobico_gassman.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Gli anni dell’adolescenza sono gli anni di scoperta del diverso, sia perché si manifesta in carne ed ossa, sia perché, in qualche modo, si manifesta attraverso l’istruzione. È proprio qui che la paura e il sentimento di “sopravvivenza” e di protezione di quella visione del mondo che l’individuo si è costruito sin dall’infanzia <strong>genera odio distruttivo che porta al bullismo.</strong><br />
Esemplare una risposta al test che riporta:<br />
“Oggi a scuola la professoressa di italiano ha detto che delle fonti storiche ipotizzano la bisessualità di Cesare e due mie compagne di classe hanno commentato immediatamente con un “bleeeah” che esprimeva disprezzo”.<br />
Dario Accolla, che è ormai alla quarta pubblicazione, dimostra che la teorizzazione dei fenomeni riguardanti la comunità LGBTQI è ancora possibile e, anzi, è indispensabile. La lotta alle discriminazioni, è vero, si combatte in piazza. Quella, però, è una condizione necessaria ma non sufficiente affinché la si vinca. Ogni rivendicazione deve essere supportata da basi teoriche. <strong>Perché l’omofobia e il bullismo omofobico esistono e questo testo, finalmente, lo dimostra. </strong></p>
<p align="right">di Marco Mancini</p>
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